Le vendite dei beni di lusso in Russia sono aumentate del 6% fino a 8,8 miliardi di dollari nel 2012 contro il 4.6% del 2011 e soprattutto invertendo il -20% verificatosi tra il 2007 e il 2009; i dati sono migliori anche di quelli dell'Europa Occidentale, statisticamente propensa all'acquisto di beni di lusso, ma più lenta del 18% rispetto alla crescita del lusso in Cina.

Prada e Louis Vuitton stanno aprendo negozi e la distribuzione si sta allargando anche al di fuori di Mosca e San Pietroburgo, in Europa le vendite sono diminuite del 1%, mentre nell'ex Unione Sovietica le donne si stanno invece spostando sempre più verso lo sfarzo, loro che una volta erano ligie alla veste proletaria.

L'europea Louis Vuitton ha optato per entrare prepotentemente nel mercato russo appoggiandosi a marchi locali come ad esempio Vika Gazinskaya, che ha raddoppiato le vendite delle sue collezioni e vanta 25 punti vendita mondiali; a Alexander Terekhov ed ai suoi abiti semplici di seta floreale oppure ad Uliana Sergeenko.

Kering di Gucci è stato il marchio di lusso numero uno in Russia con 6,74 miliardi di rubli ed un +1,5% lasciandosi alle spalle LVMH di Louis Vuitton e il suo comunque buon +2,2%; Gucci ha raddoppiato le sue vendite dal 2008 e altri marchi si stanno affacciando sul grande mercato russo come Chanel, Miu Miu o Donna Karan.

Naturalmente i russi fanno ancora molta spesa di beni di lusso all'estero attratti in particolar modo dai prezzi ridotti della metà dati dalla forza del rublo, ma i grandi marchi si stanno espandendo in terra sovietica di pari passo con lo sviluppo della classe media popolare; lo spazio di vendita dedicato a questo tipo di beni è più che quadruplicato fino a 1,65 milioni di metri quadrati solo nell'ultimo decennio, a favore dell'espansione ci sta il fatto che i redditi sono aumentati di 10 volte e il numero delle famiglie milionarie è volato a 180.000 da 158.000. Veri e propri numeri da gigante dalla parte del lusso sfrenato.