In condominio vanno rispettate delle regole ben precise, altrimenti si rischiano sanzioni penali: un caso di questo genere è finito in Cassazione perché la signora, condannata penalmente per lancio di sigarette, cenere e candeggina dal balcone in condominio, non ci stava, ritenendo che la denuncia potesse avere al massimo un rilievo civile e quindi ha presentato ricorso fino al massimo grado di giudizio.

I fatti risalgono a qualche anno fa a Palermo: una condomina denuncia la sua vicina del piano di sopra con l'accusa di riempire sistematicamente il suo balcone di spazzatura, dovendo subire la sporcizia di cicche di sigarette, cenere e detersivi corrosivi.

Il Tribunale aveva emesso una sentenza di condanna per il reato di "getto pericoloso di cose" ai sensi dell'articolo 674 del codice penale, applicando anche l'aggravante della reiterazione del reato in base all'articolo 81, non giudicando il fatto, come spesso successo in passato, alla stregua di illecito civile e quindi passibile di un mero risarcimento danni (soggetto peraltro ai tempi lunghissimi di tale procedura).

L'ammenda inflitta dal Tribunale, badate bene, è di soli 120 euro (in alternativa all'arresto per un mese), ma la novità indigesta per la condomina autrice delle molestie, è la natura penale, che comporta l'iscrizione sul casellario giudiziale.

Alla fine dei giochi la Cassazione (aprile 2013) ha giudicato assolutamente corretta la sentenza precedente, obbligando la ricorrente, ora definitivamente condannata, al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma di 1000 euro.

I fumatori e i maniaci della pulizia (ma solo in casa propria a scapito del mondo esterno) d'ora in poi faranno bene a stare attenti e avere più rispetto del prossimo.