Anche se sempre più scarno, ciascuna famiglia si ritrova conil suo piccolo tesoretto da amministrare – i risparmi di una vita, una eredità,il TFR – e si ritrova a dover decidere dove "parcheggiare" i soldi messi daparte in anni di sacrifici propri o dei propri genitori.

Molti quindi si fanno tentare dal mito del fai-da-te,cercando di diventare da un giorno all'altro dei novelli George Soros o WarrenBuffet, ma, se non si conosce bene il settore della finanza, si rischia diperdere tanti soldi con il trading on line o con altri sistemi di investimentobasati su personalissime "aspettative di mercato", la cui scarsa lucidità efreddezza sono spesso determinate dal fatto che in ballo ci sono i risparmi di unavita, la poca o molta certezza di una qualche tranquillità economica futura.

Al contempo, mettere i propri soldi sotto la mattonella della camerada letto non rappresenta certo la migliore delle soluzioni, sia per il rischiodella ripresa dell'inflazione sia perché, quanto meno, si ha la certezza che sista sciupando l'opportunità di far fruttare quei risparmi.

Valutazioni da fare - Nonostante l'ampia gamma di prodotti finanziari incircolazione, da profili di rischio più disparati, e quindi adatti ad ogniesigenza, vi sono delle accortezza a cui prestare attenzione, prima di prenderele proprie decisioni di investimento.

Consistenzapatrimoniale - Occorre valutare con precisione la consistenza delle cifre dicui si dispone e delle somme di cui si potrebbe aver bisogno per emergenze divaria natura nel breve periodo, evitando quindi di azzerare la proprialiquidità. Secondo molti esperti, la somma da accantonare in conto liquidità deve essere parialmeno ad un importo compreso tra 2 e 5 stipendi mensili.

Personale propensione al rischio - Chi preferisca mantenersi su investimenti molto prudenti si dovràrivolgere ad investimenti obbligazionari, piuttosto che azionari, oltre adecidere di mantenere liquida una parte più consistente del proprio capitale.

Maggiore diventa la propria propensione al rischio, maggiore potrà diventare laquota da destinare a prodotti azionari puri o costruiti con quote maggiori diquesti ultimi. Oltre a valutazioni di carattere personale, sempre daprendere sapendo che si sta valutando comunque un rischio, esistono alcuniindicatori che sono normalmente considerati da chi professionalmente si occupadi costruire questo genere di profili.

Età - Un giovane può concedersi il lusso di prendersi qualche rischiosuperiore rispetto a quello che si possa consigliare di correre ad un anziano,visto che ha a disposizione più tempo per cercare di rifarsi delle eventualiperdite e una potenziale capacità lavorativa maggiore. Rispetto a qualche annofa, però, l'anziano dispone in genere di una consistenza patrimoniale maggiore,anch'essa parametro necessario per valutare la propensione al rischio.

Comedetto, infatti, gli investimenti non devono impegnare che una certa quota deipropri risparmi.

Orizzonte temporale - Si deve stimare per quanto tempo si è disposti a non metteremano ai soldi investiti. Dalla risposta a questa domanda dipende la possibilitàdi orientare le proprie scelte, poiché al mercato azionario bisogna accostarsiin una prospettiva di lungo periodo, poiché chi investe in Borsa nella speranzadi guadagnare molto in poco tempo rimane quasi sempre deluso, in quanto comediceva Benjamin Graham, padre del value investing; "In the short run the stockmarket is a voting machine, but in the long run the stock market is a weighingmachine".

In altri termini, il mercato azionario è piuttosto irrazionale nelbreve periodo e decisamente più ponderato nel lungo. Gli analisti normalmente ritengono che l'orizzonte temporalegiusto per l'investimento azionario sia di 5 anni, mentre operare da traderimplica delle conoscenze e una disponibilità di tempo più adatte ad unprofessionista del settore che a chi investa occasionalmente i propri risparmi.

Reddito futuro - L'ultimo aspetto da tenere in considerazione è quello disapere quale possa ragionevolmente essere o diventare il proprio futuroreddito. Un lavoro dipendente a tempo indeterminato, così come una pensione, permettono di avere delle certezze che un contratto di collaborazione o una partita IVAnon consentono e, quindi, anche un libero professionista piuttosto benestante,dovrà mettere da parte delle "munizioni di riserva" maggiori, rispetto ad unpensionato dalle potenzialità economiche inferiori alle sue. Avere maggioreliquidità disponibile consente a chiunque di attutire gli imprevisti e dicogliere eventuali opportunità sul proprio percorso di investimento.

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