Siamo a fine anno e come sempre si fanno bilanci e conti.Sicuramente in questo particolare periodo che l'Italia sta attraversando anchela situazione finanziaria ne risente molto, tanto che nel mese di novembre i prestiti e mutui alle famiglie hanno subito un forte rallentamento. Questa tendenza, che si era già registrata adottobre, è ulteriormente peggiorata nel mese successivo con un tasso del -4% subase annua rispetto al -3,7% del mese di ottobre.

Italia in crisi: i tassi si abbassano ma le sofferenze sulle rate aumentano

A renderlo noto è stato non solo il secondo rapporto dell'Associazione Bancaria ma anche i dati Istat del 2013, che evidenziano la difficoltà che sta incontrando il nostro Paese per uscire da una crisi che dura ormai dal 2007.

E anche se i tassi di interesse continuano ad abbassarsi,la concessione di prestiti e mutui alle famiglie e alle imprese non riesce adincrementare, mantenendosi sotto certi limiti. Di contro crescono notevolmente le sofferenze sui finanziamenti,ovvero il numero di famiglie o imprese che non riesce a pagare regolarmente lapropria rata.

Crisi italiana: Banca Italia taglia il costo del denaro

Tale andamento è dovutoalla rischiosità legata alla concessione di prestiti, nonché al perdurare dellacrisi. In un contesto del genere, Banca Italia non può fare altroche tagliare il costo del denaro allo 0,25%, ma ciò nonostante la situazioneper le famiglie italiane non cambia, in quanto anche le banchecontinuano a non voler concedere prestiti e mutui, rallentando di conseguenze iconsumi della famiglia media.

Il problema dello spread 

Senzadimenticare che il vero problema è rappresentato dallo spread che in Italia continuaa rimanere ad un tasso del 4,34% per i prestiti fino ad 1 milione di euro rispetto agli altri paesi europei, dove questo è decisamente più basso. Insomma un calo dello spread e una maggiore concessione diprestiti e mutui alle famiglie sarebbe un passo avanti decisivo nella politica monetaria italiana.