In America li chiamano "peoplesupermarket", e adesso li abbiamo anche nel Belpaese. Già da qualche mese inItalia sono attivi i Social Market: supermercati, forse più empori, in cui èpossibile fare la spesa a prezzi scontati, ribassati o addirittura a costozero.
Come funzionano i social market?
Grandi catene alimentari come laConad e la Coop e altri si sono offerti di donare a tali strutture prodotti dilargo consumo destinati altrimenti all'immondizia, causa impossibilità divendita. Si tratta di confezioni ammaccate, macchiate, danneggiateesteticamente in qualche modo e rese quindi invendibili.
Confezioni integre manon più "perfette", che un supermercato a marchio non può più permettersi diesporre su uno scaffale. Ci sono anche prodotti a breve scadenza (uno o duegiorni), che a prezzi ridotti hanno la possibilità di essere consumati in tempoe non gettati via, cosa che provocherebbe non solo spreco alimentare ma anche costi dismaltimento rifiuti. Altre associazioni impegnate nella lotta allo spreco comela Coldiretti e Last Minute Market forniscono questo tipo di servizio.
Dove si trovano?
A Torino c'è L'"Emporio solidale". A Milano il Social market sta inun edificio confiscato alla mafia. A Parma si trova un altro centro e quello di Modena si chiama"Portobello".
In alcuni di queste strutture si paga una quota di 20, 10, o5 euro e si acquistano prodotti col 25% di sconto.
Sono totalmente gratuiti inveceper quelle famiglie con reddito zero o comunque basso, che sono a carico deiservizi sociali. In altri si paga con ore di volontariato.
Le modalità non sono medesime in ogni comune, dunque, e ilcircuito ingrana man mano che si entra nel meccanismo. Che dire? Mentre si attende una risalita economica, è disicuro un'ottima iniziativa.