Un segnale nella giusta direzione, che non basta a fermare le iniziative di protesta. "Occorre che ora Electrolux avvii rapidamente un confronto" affermano i sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm, in una nota comune.

Il documento arriva all'indomani della lettera dell'azienda, in cui è stato annunciato che lo stabilimento di Porcia, in Friuli Venezia Giulia, non chiuderà. Anzi, sarà oggetto di nuovi investimenti da parte della società.

I rappresentanti dei lavoratori hanno apprezzato la volontà di "uscire dal pantano nel quale la multinazionale si era infilata con l'ipotesi inaccettabile dei salari e condizione 'polacche' per i lavoratori italiani del gruppo, oltre la chiusura dello stabilimento di Porcia" è il fatto che la lettera "pur con molti sofismi, svela la possibilità di un nuovo piano".

Ma ciò non basta a fermare la lotta, perché devono ora confrontarsi "tutte le parti sociali e le istituzioni coinvolte, al fine di dare una soluzione industriale innovativa e di prospettiva, rispettosa dei redditi, dei diritti e delle condizioni generali dei lavoratori".

La Fiom, in particolare, annusa ancora aria di ricatti e sostiene che Electrolux ha comunicato al sindacato "quanto aveva già affermato al tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico lo scorso 30 gennaio, e cioè l'impegno a presentare un piano industriale per Porcia, un aggiornamento del piano di Susegana, il mantenimento dello schema a sei ore con ammortizzatori sociali, un confronto aperto con le Regioni per individuare le iniziative a favore della competitività' negli stabilimenti.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, vede nell'annuncio del colosso svedese uno sviluppo importante. "Tutto quello che crea lavoro è positivo, ha commentato Squinzi interpellato sul tema a margine di un convegno a Milano. Il governatore del Veneto Luca Zaia vi ravvisa "un gesto distensivo da apprezzare".

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