Inizia l'era di Ferdinando Minucci alla guida della Legabasket. Il Basket italiano pesca di nuovo a Siena per provare a tornare grande. Dopo aver affidato la Nazionale a Simone Pianigiani, quando ancora era il plurivincente coach della Mens Sana, ora è il turno del general manager del sodalizio toscano provare a dare una scossa a un movimento in costante crisi.

Tanto in crisi, che le difficoltà hanno raggiunto pure Siena stessa, non più schiacciasassi in Italia, men che meno costruita per vincere in Europa, dopo i tagli di budget dovuti anche alle vicende exstracestistiche dello sponsor Montepaschi.

Entrerà in carica il primo luglio, alla naturale scadenza del mandato di Valentino Renzi.

L'attuale presidente ha informato l'assemblea della sua volontà di avvalersi della clausola di non

rinnovo della sua carica, che riveste dal 16 gennaio 2009.

Minucci, 61enne arrivò alla Mens Sana Siena nel 1990, dopo aver lavorato nel marketing per Radio Siena e Tele Video Siena, finché fondò il quotidiano locale Corriere di Siena. Il suo primo incarico fu di responsabile del marketing e della comunicazione. Appena due anni dopo era direttore generale, carica alla quale aggiunse quella di vicepresidente nel 1999. Dal 2008 al 2013, in pien era d'oro del basket senese, è stato presidente. Poltrona lasciata lo scorso anno, rimanendo però general manager.

Le sue qualità di dirigente si leggono nei risultati: otto scudetti (di cui sette di fila, record per la pallacanestro italiana), una Coppa Saporta, cinque Coppe Italia consecutive e sette Supercoppe italiane. Quattro volte ha visto la sua squadra qualificarsi alla final four di Eurolega. Trofeo, però, sempre mancato.

Uno che capisce di basket, oltre che di marketing e bilanci. Ma saranno soprattutto questi ultimi i suoi crucci da presidente di Lega. Tolto quello di Milano (grazie al munifico sponsor Armani) difficile trovarne uno che non pianga. I tanti casi di giocatori che hanno difficoltà a farsi dare lo stipendio hanno spinto il presidente della Federazione, Gianni Petrucci, a lanciare l'appello "non iscrivetevi al campionato se non avete fondi a sufficienza".

Il rischio è che, a seguire il consiglio. la Lega A rimanga desolatamente semideserta.

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