A partire dal 2014 tutti i Paesi Ue, compresa l'Italia, inseriranno ''una stima nei conti (e quindi nel Pil)'' delle attività illegali, come ''traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)''. Una novità inserita in coerenza con le linee Eurostat. Lo comunica l'Istat.
Siamo dunque al passaggio ''ad una nuova versione delle regole di contabilità'', tanto in Italia come in gran parte dei Paesi Ue. Un cambiamento che interesserà anche il nostro Pil. Quattro le principali novità metodologiche del nuovo Sec (Sistema dei conti nazionali) che avranno impatto su alcuni dei maggiori aggregati:
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la capitalizzazione delle spese in ricerca e sviluppo, potenzialmente rilevante per l'impatto positivo sul Pil;
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la riclassificazione da consumi intermedi a investimenti della spesa per armamenti sostenuta dalle amministrazioni Pubbliche;
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una nuova metodologia di stima degli scambi con l'estero di merci da sottoporre a lavorazione (processing);
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la verifica del perimetro delle Amministrazioni Pubbliche sulla base degli aggiustamenti metodologici introdotti dal Sec2010.
Tutte le modifiche sono state condivise a livello europeo e rientrano in un ''necessario superamento di riserve relative all'applicazione omogenea tra Paesi Ue degli standard già esistenti''.
Come sottolinea lo stesso Istituto, la riserva che ha la "rilevanza maggiore'' riguarda l'inserimento nei conti delle attività illegali, in ottemperanza al precedente sistema dei conti nazionali, datato 1995, il quale prevedeva "stime esaustive", comprendendo "tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico''.
É lo stesso Istat a riconoscere come la misurazione delle attività illegali sia però ''molto difficile, per l'ovvia ragione che esse si sottraggono a qualsiasi forma di rilevazione, e lo stesso concetto di attività illegale può prestarsi a diverse interpretazioni''. Quindi, aggiunge, ''allo scopo di garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite.
Le attività illegali di cui tutti i Paesi inseriranno una stima nei conti (e quindi nel Pil) sono: traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)''.
Queste modifiche, tuttavia, non dovrebbero apportare grosse novità nel rapporto tra deficit e reddito nazionale. Lo stesso Istat ammette che la nuova metodologia di calcolo potrebbe tramutarsi in un incremento compreso tra 1-2 punti percentuali di Pil, un impatto che "è quasi impossibile che faccia muovere il rapporto deficit/Pil". Ma se lo facesse, lo muoverebbe in positivo, il che farebbe aumentare le stime di crescita. Facendo la felicità di qualunque Governo.
La nota dolente per l'Italia, però, è legata al fatto che il nuovo metodo di calcolo - tra le altre cose - premia la spesa degli Stati in ricerca e sviluppo.
Infatti, a causa dei ridotti investimenti in questi campi, il nostro Paese si colloca nella fascia di Stati che beneficeranno solo in maniera limitata delle nuove metodologie: 1-2 punti percentuali, accanto a Spagna e Portogallo, contro i 2-3 punti di Germania e Francia, ma ampiamente sotto i 5 punti previsti per Finlandia e Svezia (confronto con dati 2011).