Dati sempre più preoccupanti quelli dell'Istat che comunica come su base annua nel mese di marzo 2014 si sia registrato un calo del 3,5 per cento per le vendite al dettaglio. I dati molto preoccupanti sono soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare in quanto si compra sempre meno al dettaglio registrando un calo del 6,8 per cento. Una crisi storica che non si registrava dal 1995. Gli esercizi commerciali registrano su base annua, nelle grandi distribuzioni, -5,1 per cento, e per i piccoli negozi -2,3 per cento.

Ribassi dei consumi anche su farmaci, tecnologia e cartolerie

Ribassi però si registrano su tutti i prodotti fatta eccezione per calzature, articoli da viaggio e cuoio che registrano un aumento di più del due per cento e delle utensilerie per la casa e ferramenta che salgono circa dell'1%.

Le decadenze più basse sono invece su cartolerie, libri, giornali con un ribasso del 5,4 per cento, telefonia, informatica e telecomunicazioni con un ribasso di quasi cinque per cento ed il settore dell'arredamento, mobili, articoli tessili che hanno un ribasso del 3,2 per cento. Non fanno eccezione nemmeno i farmaci che calano con vendite a -0,8 per cento.

L'incidenza del periodo pasquale

L'Istituto nazionale di statistica precisa come al forte calo abbia influito anche il diverso periodo pasquale, quest'anno avvenuto ad aprile e lo scorso anno a marzo. Lo spostamento delle feste ha dunque, secondo l'Istat, influito sui consumi.