Un cittadino, cercando la garanzia di un elettrodomestico acquistato tempo fa , si ritrova per caso fra le mani uno scontrino datato 6 giugno 1994. Per curiosità o per nostalgia, il signore fa un confronto sul prezzo di patate, pane, bibite e altri generi alimentari comprati all'epoca, naturalmente riportato in lire.


L'uomo si reca, alla stessa data trascritta sullo scontrino ma con una distanza di tempo di due decenni, in un supermercato della sua città, acquistando gli stessi 15 articoli di allora e scopre, non con un certo stupore, che la differenza riscontrata è irrisoria: solo poco più di 3 euro, corrispondenti a circa 6 mila lire di allora.


Come sia stato possibile è da verificare: gli articoli, sostiene l'uomo, sono più o meno quelli ancora in commercio tutt'ora, anzi, alcuni sono addirittura diminuiti, sempre rapportando il valore euro/lira.


Ad esempio, sono calate alcune marche di carne in scatola e di pasta, di una pellicola da forno trasparente e di una noto marchio di candeggina. Il pane invece ha subito, sempre secondo la persona in questione, un aumento considerevole.


A questo punto perde in parte valore la considerazione che l'avvento dell'euro in Italia avrebbe, per così dire, fatto disastri, facendo alzare i prezzi e rendendoci tutti più poveri.


Una giustificazione al fatto che la spesa alimentare sia rimasta sostanzialmente stabile può correlarsi al cambiamento della struttura dei mercati che sono passati da molti, piccoli e locali, a grandi e più conosciuti. Adesso ci sono Ipermercati che possono acquisire materie prime a prezzi più bassi e le fasi di lavorazione sono a costi inferiori.


Non siamo diventati, dunque, più poveri, ma sono cambiate le esigenze degli italiani che ai prodotti indispensabili aggiungono sempre più spese per telefonini, computer, viaggi, cura della persona.


Quindi la percezione della povertà cambia a secondo delle esigenze personali. Come dire: "Povero è colui che spende più di quanto guadagna", per cui ci sentiamo poveri se non possiamo permetterci un abbonamento in palestra, una seduta dall'estetista, una nuova macchina, un tablet o un modello recente di cellulare.


Purtroppo c'è sempre chi non può permettersi nemmeno la spesa quotidiana o l'affitto della casa ma questa è un'altra storia!
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