Secondo le ultime statistiche dell'Eurostat, ente che analizza la situazione delle oltre 270 Regioni dell'Unione Europea, le Regioni dell'Italia meridionale hanno il PIL pro-capite più basso d'Italia. Se questa ai più può non sembrare una novità, in effetti ormai il divario in termini economici tra le Regioni del Nord e quelle del Sud è ormai un fatto consolidato ed è andato sempre aumentando negli ultimi 50 anni, tant'è che per tornare a una situazione di equilibrio, o addirittura favorevole al Sud, bisogna tornare indietro a prima dell'Unità d'Italia.

Il dato allarmante dell'ultima relazione appunto è che tutte le Regioni dell'Italia meridionale hanno un PIL pro-capite inferiore alla media UE e sono tra le 70 Regioni più povere d'Europa.

Il divario

I dati Eurostat pubblicati a maggio 2015 riguardano gli anni 2012 e 2013. Dai suddetti risulta che il PIL pro-capite medio dei cittadini UE è di 26.600 euro a testa, i cittadini delle Regioni del Nord Italia attestano il loro reddito medio circa un quarto superiore alla media UE, con la Lombardia a farla da padrona con oltre 35.000 euro; all'opposto le Regioni del Sud paiono cadere sempre più in disgrazia. Prese collettivamente, infatti, risultano avere una media PIL pro-capite intorno al 63-64% della media dell'Unione, se andiamo ad analizzare nel dettaglio ci accorgiamo che Basilicata, Molise e Sardegna rientrano nelle 70 regioni d'Europa col PIL-pro capite più basso (circa il 70% della media UE), mentre nelle ultime 50 figurano Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, con quest'ultima che ha addirittura un reddito pari quasi alla metà di quello medio.

Confrontando i dati quindi balza subito agli occhi il divario nord-sud. Il reddito medio di un cittadino del Nord, infatti, è pari al doppio (se non di più) di quello di un cittadino del Sud.

Il resto d'Europa

Come anticipato la situazione non si fa più rosea se il confronto avviene a livello Europeo. Infatti le regioni meridionali sono tra le ultime d'Europa, meglio solo di alcune aree di Polonia, Romania, Ungheria e Bulgaria.

Tuttavia si può senz'altro affermare che il Mezzogiorno è la macro-area più arretrata d'Europa, poiché è l'unica che ha un agglomerato di Regioni confinanti tutte "sottosviluppate". Se poi guardiamo alle aree più sviluppate del "Vecchio Continente" il divario può risultare veramente abissale.

Infatti la Regione con il PIL pro-capite più elevato è l'area metropolitana di Londra, dove il reddito medio è del 345% superiore a quello medio (ovvero circa sei volte quello di un abitante del Sud Italia!), proseguendo troviamo Lussemburgo, Bruxelles, Amburgo e Groningen.

Altro dato sul quale riflettere è che non c'è nemmeno una Regione italiana tra le prime venti d'Europa.