Il quesito su questo referendum è già stato preparato, consta di 72 parole e dice in sostanza questo: il popolo greco è qui chiamato a decidere se deve accettare una bozza di accordo, proposto dalla commissione europea, dalla BCE, dal FMI e dall'Eurogruppo che si è tenuto il 25 giugno scorso e che consiste di due documenti, il primo documento: chiamato riforme per il completamento del programma corrente e il secondo documento chiamato; analisi preliminare di sostenibilità del debito, i cittadini che desiderano rifiutare l'accordo votino NO, i cittadini che accettano l'accordo votino SI.

Questo è ciò che i cittadini greci si troveranno domenica 5 luglio.

Insomma una scelta molto difficile e complessa, anche perché i documenti citati nel quesito sono poderosi e con molte pagine e con tanti rimandi. Ma quali saranno le conseguenze di un SI o un NO? Per la Grecia e per l'Europa! E' giusto o sbagliato che il Governo greco abbia deciso di rimettere tutto in mano ai cittadini su una materia così complessa e delicata?

Forse avrebbe fatto meglio a prendersi la responsabilità di decidere in quanto Governo.

Quindi il default greco potrebbe presto diventare realtà, la data che potrebbe rivelarsi decisiva è quella del 5 luglio, domenica prossima, giorno nel quale il Governo greco ha indetto il referendum per chiedere direttamente al popolo di accettare o no il piano proposto dall'Europa. Il piano in questione, su cui si è consumata la rottura con Tsipras nei giorni scorsi, conteneva misure di austerity sulle pensioni e tagli pesanti alla pubblica amministrazione.

Accettarlo avrebbe permesso alla Grecia di ottenere altri prestiti per 7,2 miliardi di euro, il precedente programma di aiuti economici alla Grecia scade proprio oggi, ora tutto è congelato in attesa della consultazione popolare di domenica prossima voluta da Tsipras.

Ma intanto le domande sono moltissime: ha fatto bene il Governo greco a indire questo referendum? E di chi è la colpa di questa situazione?

Della rigidità dei conservatori europei, che non hanno voluto fare altre concessioni o dello scarso senso di responsabilità del Governo greco? E cosa succederà dopo il referendum? Se i greci diranno si al piano il Governo Tsipras si dovrà probabilmente dimettere, se diranno no sarà il primo passo verso un processo di uscita di Atene dall'euro. E quali saranno le conseguenze per l'Europa e quindi per l'Italia?

Chissà se c'è qualcosa che si può ancora fare per sbloccare questo pericoloso braccio di ferro.

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