L'accordo tra Grecia e creditori raggiunto con l'Eurosummit della notte tra il 12 e il 13 luglio è per arrivare ad un piano di salvataggio da 86 miliardi di euro, come precisato dalla Merkel, basato su un prestito da 25 miliardi per salvare il sistema bancario greco dal crac che deriverebbe dal mancato pagamento del debito verso la BCE entro il 20 luglio (già ora bancomat e sportelli delle banche non hanno quasi più soldi da erogare), e dalla creazione di un fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi.

Adesso la corsa contro il tempo devono farla i politici nazionali: il governo Tsipras deve far approvare entro mercoledì dal Parlamento greco l'accordo e lo farà con un cambiamento della maggioranza perchè Syriza è ormai spaccata e in buona misura contraria, si appoggerà quindi alle opposizioni di centro-destra e ai socialisti (insomma, la Troika e gli Stati europei impongono alla Grecia l'unità nazionale, di fatto commissariandola), lo stesso devono fare alcuni altri governi europei, su tutti quello tedesco.

Come precisato dalla cancelliera Angela Merkel, l'accordo raggiunto tra Eurogruppo e Grecia serve per arrivare all'erogazione di un nuovo piano di aiuti erogato dal fondo europeo Salva-Stati ESM, mentre il presidente dello stesso Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem, precisa che ci sarà la ricapitalizzazione delle banche della Grecia con l'erogazione immediata di 25 miliardi per impedirne il collasso in attesa che la BCE faccia sapere se continuerà con la liquidità d'emergenza.

Fondamentale quindi la data del 20 luglio, come detto poco sopra. Inoltre ci sono altri 35 miliardi del programma d'investimenti dell'UE pronti per essere sbloccati.

Grecia: le riforme che Tsipras deve far approvare

Ma quali sono gli interventi che il governo greco deve attuare, facendoli prima approvare in Parlamento? Come già scritto nell'articolo Tsipras, la parte sinistra del capitale si tratta delle stesse richieste respinte settimane fa dal governo e poi dal popolo tramite referendum, ovvero:

  • modifica del sistema previdenziale, in particolare riforma delle pensioni con abolizione delle baby-pensioni e dei sussidi ai pensionati poveri
  • aumento dell'aliquota Iva nel settore turismo
  • più tasse per gli armatori navali e le isole
  • introduzione di clausole di salvaguardia per rispettare il Patto di Stabilità (come in Italia: aumentare le tasse, ridurre le detrazioni fiscali e simili se negli anni seguenti il bilancio non rispetta le previsioni contabili)
  • nuova disciplina sui fallimenti bancari da implementare con "l'aiuto" della Commissione Europea
  • privatizzare la rete elettrica, liberalizzazioni in vari settori (trasporti, farmacie...)
  • riformare il mercato del lavoro e la contrattazione sindacale allineando il tutto agli standard europei

Ma più di tutto va sottolineato che Tsipras accetta, e farà accettare al Parlamento visto che riceverà l'appoggio del Pasok e di Neo Demokratia che già si sono consultate con la Troika (manovre politiche esterne per imporre una maggioranza che escluda l'ala dura di Syriza), il controllo dei creditori internazionali sulle riforme da attuare.

Il commissariamento della Grecia è quindi cosa fatta, il progetto originario di Syriza e le belle parole degli ultimi tempi vanno a farsi benedire; infatti nel comunicato ufficiale dell'Eurosummit è scritto che il governo greco "dovrà consultarsi e accordarsi con le istituzioni europee su tutti i disegni di legge nelle aree sensibili, con il giusto anticipo prima che queste vengano sottoposte all'attenzione pubblica o al Parlamento. Alla Commissione Ue è demandato il compito di coordinare il supporto tecnico da fornire alla Grecia per arrivare al programma Esm entro il 20 luglio". Inoltre Tsipras deve cancellare le misure che ha introdotto in disaccordo con quanto stabilito in precedenza con la Troika il 20 febbraio.

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