Il simbolo della Ferrari Autoè stato il brand più famoso del pianeta negli ultimi tre anni fino all’anno scorso. Questo secondo la graduatoria di Brand Finance, società di consulenza internazionale che da Londra studia il posizionamento dei logotipi e marchi più importanti del mondo per valore e influenza sui mercati. La classifica di Brand Finance analizza annualmente 500 marchi a livello globale, ma nel 2015 il primato del Cavallino Rampante di Maranello, con il suo rating immutato di AAA+, è sceso dal primo al nono posto. La danese Lego (giocattoli) quest’anno ha sbaragliato tutti.

Ferrari - ha spiegato David Haig, Ceo di Brand Finance - è tuttora in una forte posizione e il valore del marchio in realtà è aumentato del 18 per cento a 4,7 miliardi di dollari.

La nuova strategia di capitalizzazione sul brand farà salire sicuramente ancora il valore nel breve termine, anche se un eccessivo sfruttamento del brand a lungo andare potrebbe rischiare di provocare qualche danno".

Occorre sapere che le graduatorie di Brand Finance che valutano il BSI (brand strength index) sono basate su valori strettamente correlati al marchio senza riferimento al fatturato. Resta inteso, quindi, che il nome della Ferrari è riconosciuto in tutto il mondo, anche dove non esistono strade asfaltate, e non è soltanto in Italia che la Ferrari, per i suoi ammiratori, significa molto di più di un culto per un brand: il Cavallino Rosso, infatti, rasenta la devozione ‘religiosa’ in tutto il mondo per passione e lusso.

La storia di questo simbolo, il cavallino, è però strettamente collegata all’asso della prima guerra mondiale, il romagnolo Francesco Baracca, che ai primi del Novecento prestò il servizio militare nel Piemonte Reale Cavalleria a Pinerolo. Il giovane cavallerizzo infatti amava i cavalli, ma dopo essere stato assegnato al 2º Reggimento Cavalleria Piemonte Reale (di stanza a Roma nella caserma Castro Pretorio) volle diventare aviatore, scegliendo per i suoi velivoli lo stesso stemma del reggimento in cui aveva svolto la leva: il cavallino rampante.

E così per la prima volta, nel 1917, il cavallino rampante nero apparve sulla fusoliera di un aeroplano della 91ª Squadriglia pilotato dal maggiore Baracca. Ma il 19 giugno del ‘18 il nostro più importante asso dell’aviazione, nonché medaglia d’oro al valor militare, non rientrò mai più da un volo di guerra sul Montello (Treviso).

Fu così che nel 1923 il simbolo fu messo a disposizione di Enzo Ferrari dai genitori di Francesco Baracca, ma è solo dal 1947 che il cavallino rampante, modificato e riveduto nei colori, sfreccia sulle rosse di Maranello.

Sotto il controllo di Sergio Marchionne, succeduto a Luca Cordero di Montezemolo (che ha lasciato l’azienda nell’ottobre del 2014, dopo 23 anni di presidenza), l’unicità della Ferrari e la sua reputazione internazionale resteranno corazzate anche contro le figuracce in pista? Molti cambiamenti sono in atto, ma il culto per il Cavallino Rampante non si tocca.

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