Da più di un anno assistiamo al costante calo del prezzo del petrolio. Ciò è dipeso da diversi fattori, ma in particolare dalla decisione dell'Arabia Saudita di vendere il petrolio a prezzi sempre più bassidopo che gli Stati Uniti, hanno cominciato a produrre petrolio da fonti alternative. Il petrolio scende ma la benzina no."Le quotazioni del petrolio scendono vistosamente, il carburante no". La denuncia viene da Adusbef e Federconsumatori dopo che il prezzo del greggio è crollato a 31 dollari al barile.

Le due associazioni evidenziano che con la perdita di forza nel cambio euro-dollaro, l'aumento delle accise sui carburanti e l'aumento dell'Iva, il prezzo della benzina sale di 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare.

Tale aumento è sinonimo di un pesante aggravio sulle tasche dei cittadini, pari a +72 euro annui in termini diretti, ossia per i pieni di carburante,e a +59 euro annui in termini indiretti, a causa dell'impatto del costo dei carburanti sui prezzi dei beni di prima necessità che, nel nostro paese, sono distribuiti per l'86% su gomma, spiegano i consumatori, portando il totale a +131 euro annui.

Un andamento inaccettabile, che richiede l'attenzione e l'intervento del Governo.

Consumatori sul piede di guerra.Mentre il prezzo del petrolio crolla, sugli automobilisti italiani si abbatterà una nuova stangata determinata dal mancato adeguamento dei prezzi dei carburanti alla pompa, sostiene il Codacons. Per tale motivo, il coordinamento chiede oggi un intervento urgente del Governo Renzi, auspicando a una misura che sia in grado di vincolare in modo più diretto i listini di benzina e gasolio alle quotazioni internazionali del petrolio.

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Matteo Renzi

Gli automobilisti, su invito della Codacons, devono dire basta alle impressionanti e intollerabili speculazioni sui prezzi dei carburanti, che si impennano ad ogni esodo facendo uscire milioni di euro in più dalle tasche delle famiglie in viaggio. E, come accennato, sul piede di guerra sono scese altre associazioni come Adusbef e Federconsumatori, che invocano persino l'intervento dell'Antitrust.

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