Il Ministero del Lavoro ha ufficializzato l’istituzione del Sia, il Sostegno per l’inclusione attiva, su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un sussidio contro la povertà che consentirà a circa 200 mila famiglie (corrispondenti a un milione di persone) di ricevere in media 320 euro al mese grazie ad uno stanziamento di 750 milioni di euro per il 2016.

Nell’illustrare il funzionamento del beneficio, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha voluto precisare che si tratta di una ‘soluzione ponte’ in attesa dell’approvazione del reddito d’inclusione previsto dal ddl sulla povertà in discussione alla Camera.

I requisiti per richiedere il Sia

Il Sia, in realtà, è una istituzione del Governo Letta del 2013 attuato in via sperimentale in 12 grandi città.

La novità ora introdotta riguarda l’inclusione di tutto il territorio nazionale nel programma di sussidio contro la povertà, raggiungendo una platea potenziale di 200 mila famiglie e circa un milione di persone.

Potranno richiedere il sussidio i cittadini italiani o gli stranieri con regolare permesso di soggiorno e residenti in Italia da almeno due anni, in possesso di una dichiarazione Isee eguale o inferiore a 3 mila euro. E’ inoltre necessario che all’interno del nucleo familiare sia presente un minorenne, oppure un disabile o una donna in stato di gravidanza.

L’erogazione del sussidio di povertà è subordinato alla partecipazione ad un programma di attivazione sociale e lavorativa da parte dei beneficiari.

Come fare domanda per richiedere il sussidio povertà di 320 euro al mese

La domanda per il sussidio di povertà potrà essere inoltrata a partire dal 2 settembre attraverso la compilazione di un modulo predisposto dall’Inps ed entro 60 giorni dalla presentazione della domanda avverrà la prima erogazione.

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L’importo verrà accreditato sulla Carta Sia, emessa da Poste Italiane, che potrà essere utilizzata per il pagamento delle bollette e per fare acquisti in tutti i supermercati aderenti al circuito Mastercard. L’importo accreditato sarà di 80 euro a persona, con un massimo di 400 euro per le famiglie di 5 persone.

Lo stanziamento di 750 milioni di euro per il 2016 consentirà, quindi, di erogare in media 320 euro al mese a 200 mila famiglie, ma è già stato deliberato un incremento dei fondi per il 2017, quando sarà a disposizione un miliardo di euro.