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L'assemblea degli azionisti di #montepaschi, convocata per il 24 novembre, dovrà approvare il previsto aumento di capitale indispensabile per portare a termine il nuovo piano industriale.

Secondo quanto riportato dalla relazione del consiglio di amministrazione depositata il 3 novembre, tutti gli investitori, consultati in merito alla possibilità di sottoscrivere l'aumento, avrebbero indicato la necessità di attendere l'esito del #referendum costituzionale, prima di poter prendere decisioni rilevanti d'investimento in società italiane.

Si tratta pertanto di una conferma di uno dei principali argomenti a supporto della campagna del #Governo Renzi in favore del sì che di recente ha ricevuto un endorsement anche dal presidente Obama.

Confermata la previsione di Moody's e Goldman Sachs

L'aggiornamento fornito dal cda di Montepaschi conferma quanto previsto da una nota dell'agenzia di rating Moody's che, nei giorni scorsi, aveva valutato le possibili ripercussioni di  un esito sfavorevole del #referendum costituzionale. In particolare era stato sottolineato l'impatto negativo per i quattro istituti di credito al momento più "fragili" ossia Monte dei Paschi di Siena, Carige, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

Considerazioni analoghe, come riportato tra gli altri dal Fatto Quotidiano erano presenti anche in un report della Banca d'investimento Goldman Sachs. Secondo quest'ultima, nell'ottica degli investitori internazionali, il risultato del #referendum costituisce un importante indicatore delle potenzialità di successo del programma di riforme avviato dal #Governo Renzi.

Il futuro della banca e quello del paese

La nota del cda #Montepaschi costituisce una conferma concreta di un concetto che in diverse sedi era stato argomentato a livello puramente teorico: l'economia italiana è "sotto osservazione" da parte degli investitori istituzionali e il prossimo #Referedum Costituzionale rappresenta un punto di svolta con una portata che va al di là dell'oggetto specifico della modifica costituzionale.

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La vittoria del sì verrebbe pertanto letta all'esterno come un segnale positivo in merito alle possibilità di successo del #Governo #Renzi nel portare a termine il proprio programma di riforme.

Viceversa, l'affermazione del No contribuirebbe ad aggravare il clima d'incertezza per il futuro, colpendo in particolare gli istituti di credito più deboli come #Montepaschi alle prese con una complessa operazione di dismissione delle sofferenze collegata ad un aumento di capitale molto rilevante.