Nei prossimi mesi è attesa una crescita molto rilevante dei fallimenti e delle inadempienze da parte di privati e imprese. Questo comporta una crescita consistente dei crediti deteriorati, che potrebbe causare perdite rilevanti per gli intermediari finanziari fino al punto di compromettere la capacità di questi ultimi di fornire credito all'economia.

Per rispondere a questo problema, la Commissione Europea ha deciso di promuovere una risposta coordinata che coinvolga tutti paesi aderenti all'unione e il 25 settembre ha organizzato una tavola rotonda con esperti del settore e con autorità e istituzioni pubbliche a livello nazionale ed europeo per discutere della strategia di gestione dei crediti deteriorati (Non Performing Exposures - NPE).

Nel corso della tavola rotonda il Vice Presidente Esecutivo Valdis Dombrovskis ha tenuto un discorso nel quale ha riepilogato le azioni necessarie per intervenire tempestivamente e arginare la nuova ondata di crediti deteriorati in arrivo.

Gli effetti della crisi che non si vedono ancora

Punto di partenza per la strategia di gestione dei NPL è l'analisi della situazione attuale sulla base delle evidenze note al momento. Quando la pandemia ha colpito, le banche dell'UE si trovavano in una posizione relativamente forte grazie alle riforme attuate in seguito alla crisi finanziaria del 2008. Disponendo di una base maggiore di capitale rispetto alla crisi precedente possono resistere meglio alle conseguenze della pandemia e continuare a fornire credito al sistema economico.

Tuttavia una parte degli effetti dello shock subito dai paesi europei non si è ancora manifestato e potrebbe esercitare una pressione sugli istituti di credito difficile da sostenere.

Gli istituti di credito sono destinati ad affrontare un sensibile e rapido deterioramento degli attivi nei prossimi mesi.

Sebbene gli effetti della pandemia si siano finora manifestati solo in parte, possiamo già vedere i segni di un peggioramento della situazione per quanto riguarda i NPL. I dati consolidati della Banca Centrale Europea indicano un rapporto NPL del 2,9% nel primo trimestre per le banche dell'UE, in crescita rispetto al 2,6% dell'ultimo trimestre del 2019.

Anche se le banche europee si trovano ad affrontare la nuova crisi da una posizione di maggiore forza rispetto al 2008, rimangono molto sensibili al deterioramento della qualità degli attivi - il che implica che potrebbero dover riconoscere perdite significative.

Inoltre, l'indagine della BCE sui prestiti bancari mostra già nella prima metà del 2020 un impatto netto di inasprimento dei rapporti NPL sugli standard di credito delle banche e sui termini e le condizioni dei prestiti in tutte le categorie di credito.

Le contromisure per arginare i NPL

Posto che i paesi dell'UE e le istituzioni dell'Unione europea hanno già adottato - o proposto - misure per limitare l'impatto della crisi sull'economia, anche per quanto riguarda la solvibilità del settore delle imprese è necessario porre in essere un coordinamento per fare in modo che la risposta al problema non risulti frammentata.

L'evidenza empirica al momento disponibile suggerisce che la risposta alla crescita dei NPL sia tempestiva e decisa, anche e soprattutto per mantenere il ruolo del settore bancario nel fornire il credito necessario all'economia per funzionare.

Il punto di partenza dovrebbe essere il il Piano d'azione del Consiglio del 2017 dal quale rimangono ancora degli elementi incompiuti, anche se va sottolineato come il focus del momento non possa essere la sola riduzione del rischio, ma vada necessariamente considerata anche la necessità di sostenere la ripresa economica. Le due aree di intervento sottolineate del vicepresidente Dombrovskis sono:

  • Sviluppo del mercato secondario per gli attivi deteriorati
  • Riforma delle normative sull'insolvenza e il recupero crediti

Con riferimento al primo punto occorre trovare rapidamente un accordo sulla proposta di direttiva sui servizi di gestione e vendita dei crediti, che risulta al momento in discussione al Parlamento Europeo.

Con riferimento al secondo punto è necessario intervenire in modo efficace sulle normative in tema di crisi d'impresa dei singoli paesi, cercando di replicare le regole che si sono dimostrate più efficaci. Altro elemento importante sarebbe il raggiungimento di un accordo anche sulla proposta di direttiva per l'escussione accelerata delle garanzie extragiudiziali.

A conclusione del suo discorso Dombrovskis ha sottolineato come, sebbene la gestione degli attivi deteriorati sia materia che va affrontata a livello di giurisdizioni nazionali, esistano anche rilevanti profili di carattere paneuropeo quali:

  • il sostegno al mercato secondario che potrebbe venire da una standardizzazione dei dati contabili e dallo sviluppo di piattaforme digitali per la gestione delle transazioni NPL
  • la costituzione di una rete di società di gestione a livello nazionale (Asset Management Companies) che aiutino ad alleviare il carico delle banche

Inoltre è fondamentale agire in modo tempestivo e deciso: anche se non è stato ancora registrato un aumento significativo dei NPL, con ogni probabilità è solo una questione di tempo prima che ciò avvenga.

Se non si interviene per tempo, potrebbero ripetersi gli scenari già sperimentati durante l'ultima crisi finanziaria e potrebbe verificarsi una crescita dei deteriorati nei bilanci delle banche per anni con la conseguenza di minare la stabilità finanziaria e l'intera ripresa economica.

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