Ieri in tarda serata si è concluso il consiglio di amministrazione di #Montepaschi che ha approvato il piano industriale proposto dal nuovo AD #Morelli  insieme al bilancio provvisorio dei primi nove mesi dell'anno che vede un risultato negativo per 849 milioni.

Tra le misure proposte, per raggiungere l'obbiettivo di un utile da 1,1 miliardi nel 2019, è prevista una riduzione dei costi con chiusura di 500 filiali e 2600 esuberi (rispetto ai 1400 previsti dal piano precedente), un aumento della raccolta tramite canali multimediali e una nuova divisione crediti.

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Nella stessa seduta è stato anche approvato lo schema per la dismissione dei crediti in sofferenza sui quali è in corso anche la due dilegence della cordata promossa da #Corrado Passera.

Il nodo delle sofferenze 

Elemento fondamentale per la riuscita del nuovo piano è costituito dalla operazione di dismissione del portafoglio sofferenze per complessivi 28 miliardi di crediti lordi iscritti in bilancio al valore netto di 9,7 miliardi. A fronte di questa pulizia di bilancio è previsto un rafforzamento patrimoniale per un importo complessivo fino a 5 miliardi, che avverrà in parte mediante conversione di obbligazioni e in parte mediante emissione di nuove azioni.

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Su quest'ultimo passaggio incombe la spada di Damocle del #referendum costituzionale che potrebbe avere un impatto significativo sulla capacità dei mercati di assorbire la nuova richiesta di capitali. Per questo motivo il #Governo Renzi segue con molta attenzione l'operazione che vedrà l'intervento del Fondo Atlante sul segmento mezzanino e potrebbe necessitare delle garanzie governative (GACS) già sperimentata dalla Banca Popolare di Bari. 

Gli obiettivi del piano

Ripulita dei crediti deteriorati, la good bank di MPS si propone di aumentare i crediti retail da 32 a 35,5 focalizzandosi su canali di raccolta alternativi alle filiali tradizionali (che verranno ridotte di 500 unità) di aumentare anche il credito alle PMI da 13,2 a 16,2 miliardi, riducendo al contempo il segmento corporate da 41,7 a 38,3 miliardi.

A fronte di questi aggiustamenti i ricavi dovrebbero crescere da 4,3 a 4,6 miliardi, mentre i costi del lavoro (sono previsti 2600 dipendenti in esubero) dovrebbero calare del 9%.

Una sfida ambiziosa in un contesto incerto

Il piano di #Montepaschi si iscrive in un quadro di ristrutturazione del sistema bancario italiano che ha visto di recente la fusione di #Banco Popolare e #BPM, la probabile acquisizione di 3 delle "good bank" da parte di  #UBI e diverse operazioni di dismissione (Fineco, Pioneer e Bank Pekao) da parte di #Unicredit. Difficile dire in anticipo se si tratta di un obiettivo troppo ambizioso, quel che è certo è che la sistemazione dello stock dei crediti Non Performing e il decollo di un efficiente mercato per questi attivi giocherà un ruolo fondamentale.  

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