Non c'è che dire, piove sul bagnato in casa FCA per il Dieselgate. E ora anche per Renault sembra ci sia una brutta gatta da pelare. A seguito della minaccia della maxi-multa dell'EPA (l'Agenzia per l'ambiente americana) fino a ben 4,6 miliardi di dollari per aver truccato le emissioni di 104mila veicoli diesel, l'azienda italoamericana si riprende in borsa, dopo aver perso diversi punti percentuali soprattutto a Wall Street e a Piazza Affari. Ma ora una nuova tegola potrebbe abbattersi sul gigante guidato da Sergio Marchionne. Il Dipartimento di Giustizia USA avrebbe avviato infatti un'indagine penale contro FCA. Intanto, nubi fosche si addensano anche su Renault, accusata in Francia di aver truccato le emissioni sempre di motori diesel.

Le reazioni della borsa e le grane per Renault

Come detto, FCA ha riguadagnato 4,61% ieri a Piazza Affari. Il mercato crede in una soluzione poco dolorosa della vicenda, grazie alle posizioni anti-EPA di Trump, anche se l'agenzia di rating Fitch avverte che, se le accuse fossero confermate, ciò potrebbe influire sul rating di FCA. Discorso diverso per Wall Street, ancora scottata dalla vicenda-dieselgate. Qui il titolo ha perso ancora terreno (-4%). Problemi in borsa anche per Renault. Il titolo ieri è infatti crollato a Parigi, dopo la notizia dell'indagine di tre giudici sempre per aver truccato le emissioni di motori diesel con software illegali. Il rischio è una multa fino al 10% del fatturato. Un bel rospo da digerire per l'azienda automobilistica francese, non c'è che dire.

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L'indagine prende le mosse dai risultati ottenuti un anno fa da una commissione voluta dal ministro dell'Ambiente Ségolène Royal. La consulta notò discrepanze tra i test sui gas di scarico effettuati su strada in condizioni reali e quelli di laboratorio. Di qui la richiesta di indagini più approfondite conclusesi a novembre e di chiarimenti a Renault. Che ha sempre rispedito le accuse di frode al mittente. Come FCA, d'altronde.

FCA collabora con le autorità americane

Marchionne ha detto infatti di avere la "coscienza pulita" e che FCA dialoga da diversi mesi con L'EPA per risolvere la vicenda. Una collaborazione che continuerà a breve. Lunedì è previsto un appuntamento nel Michingan, dove si trovano i laboratori dell'EPA, mentre venerdì ci sarà un incontro con le autorità della California. Vertici che precedono il cambio alla presidenza della stessa EPA, con l'insediamento del falco Scott Pruitt. Uno che, per intenderci, nega la correlazione tra emissioni di gas serra e riscaldamento globale.

Insomma, la situazione si preannuncia fluida e il finale tutto da scrivere. E sul conflitto evidenziato da Marchionne tra le posizioni rigorose in tema di ambiente dell'amministrazione Obama e quelle più morbide di quella Trump, la Casa Bianca ha fatto sapere di essere estranea alle decisioni dell'EPA.

Le reazioni al dieselgate FCA

Timori per il dieselgate anche da Bruxelles. Lucia Caudet, portavoce della Commissione UE, si è detta preoccupata per i possibili sviluppi, dato che le autorità americane l'hanno informata di aver ottenuto da FCA insufficienti informazioni circa il controllo delle emissioni. In ansia anche i sindacati per le possibili conseguenze nefaste sui lavoratori, anche se considerano il caso FCA diverso da quello Volkswagen. Venti di guerra dal Codacons che ha presentato un esposto alla procura di Torino per controllare se anche in Italia siano stati messi in commercio veicoli coinvolti nel dieselgate. Evenienza prontamente esclusa dal vice ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini.

E secondo voi, quali saranno le conseguenze di questa vicenda su FCA e Renault?