Dati della Caritas, oppure stime dell’AMI, l’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, ma anche i numeri registrati dal noto quotidiano economico finanziario “Il Sole24Ore”, riportano l’attenzione su un problema sociale molto importante. Parliamo dei padri e mariti divorziati che diventano indigenti a seguito degli adempimenti obbligatori a cui un giudice li costringe. Quello dei cosiddetti padri separati è un vero fenomeno sociale che riguarda migliaia di uomini che per via del mantenimento da passare all’ex coniuge ed ai figli, non riescono ad avere un tetto sulla testa ed a vivere di stenti.

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Pignoramenti e sequestri perché impossibilitati a pagare le tasse e casa coniugale che di norma viene assegnata al coniuge considerato debole, a cui anche vengono assegnati i figli, sono i fattori che determinano questa sopraggiunta povertà post-divorzio.

Datti allarmanti

La Caritas come dicevamo parla di 800mila uomini in queste condizioni [VIDEO], che hanno difficoltà anche ad avere un pasto vero ogni giorno. Non meno allarmanti i dati degli avvocati matrimonialisti che indicano in Milano e Roma le città con il numero più elevato di uomini diventati poveri che senza l’aiuto delle loro famiglie originarie vivono per strada o nelle auto nonostante continuino comunque ad andare a lavorare. Più drammatica ancora la situazione di quanti non hanno lavoro o hanno perduto i mezzi per svolgere la loro attività perché pignorati a causa dei debiti.

Il problema ancora più grave è che statisticamente sono uomini tra i 45 ed i 48 anni a trovarsi spesso senza moglie, allontanati dai figli, senza casa e senza lavoro, con evidenti difficoltà per via dell’età anagrafica, a trovare nuova occupazione.

Lasciare la casa al suo ex, magari continuando a pagare il mutuo, a cui vanno aggiunte le spese per la nuova casa da prendere in affitto [VIDEO], con utenze domestiche che costano di più perché di fatto trattasi di seconde case, sommate rappresentano spese enormi da sopportare anche per soggetti con un lavoro dignitoso. Se a questo aggiungiamo l’eventuale mantenimento da passare a figli ed ex moglie il danno è fatto.

Non tutto è perduto

Pochi sanno che la legge offre un aiuto in molti casi a questi soggetti. Spesso sono le amministrazioni locali a provvedere autonomamente alla dotazione normativa di quello che evidentemente viene visto come un serio problema dalla politica. In Friuli per esempio, la Regione offre un assegno ai padri che vessano in quelle condizioni di disagio di cui parlavamo. A questo, sempre dalla Regione Friuli, va aggiunto il fatto che questi uomini hanno corsie preferenziali in quanto ad assegnazione di case popolari. Altre regioni come la sopracitata Lombardia sembrano disposte ad avviare progetti simili proprio in tutela di questi nuovi poveri.