Ieri la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha dato il via libera al DDL Bilancio. Adesso la manovra è sempre a Montecitorio per il suo passaggio definitivo alla Camera. La manovra di fine anno con tutti i provvedimenti che entreranno in vigore nel 2018 è cosa fatta. Mancano ancora eventuali nuovi emendamenti da valutare sempre oggi alla Camera, perché la scadenza delle proposte correttive è fissata proprio per oggi. Il grosso delle misure varate però è cosa fatta e le novità con cui avranno a che fare i cittadini l’anno prossimo sono molte.

Pensioni

Approvato l'emendamento alla manovra che risolve il balletto delle date di pagamento delle pensioni.

Le pensioni verranno pagate ogni primo del mese a meno che non sia festivo e non solo nel 2018 ma anche negli anni successivi perché questo provvedimento è strutturale. L'APE SOCIALE viene allargata alle 4 nuove categorie di lavoratori gravosi cioè braccianti agricoli, marittimi, pescatori e siderurgici che poi sono le stesse categorie a cui verrà eliminato l’aumento di età pensionabile a 67 anni nel 2019. Sempre per l’Ape sociale si crea il relativo fondo, quello che raccoglierà le risorse disponibili per la misura e ne conserverà gli eventuali risparmi da riutilizzare per gli anni successivi e per lo stesso scopo. In definitiva, si va verso una Ape social strutturale dopo il primo anno di sperimentazione [VIDEO].

Bonus e famiglie

Il Bonus Bebè viene confermato ma solo per un anno e solo per il 2018.

960 euro all’anno, cioè 80 euro al mese per ogni nuovo nato o nuovo bambino adottato nel 2018 e fino al compimento di un anno di età o di adozione dello stesso. Passa da 2.840 e 4.000 euro il reddito massimo oltre il quale un figlio non è più considerato a carico fiscalmente dei genitori. Viene confermato l’importo annuale del canone della Rai che rimane di 90 euro e per il quale il pagamento resta confermato all’interno della bolletta dell’energia elettrica.

Fisco e lavoro

Una notizia riguardante i lavoratori autonomi ed i loro commercialisti [VIDEO]è l’abolizione degli studi di settore che era prevista dal prossimo gennaio. La sostituzione di questi studi di settore con gli indici di affidabilità economici viene spostata al 2019. La riduzione della durata massima del lavoro precario, quello dei contratti a scadenza che sarebbe dovuta scendere a 24 mesi, resta confermata come oggi, cioè 36 mesi. Nulla da fare anche per l’estensione dell’indennità per i licenziati senza giusta causa per la quale si ipotizzava il passaggio dagli attuali 4 mesi di indennizzo agli 8.

La Legge di contrasto alle pratiche di autonoleggio e trasporto persone illecite, quelle per le quali si sono avute manifestazioni dei tassisti viene rimandata al 2019. Nasce la Web Tax al 3% di aliquota ma non riguarderà il commercio elettronico. Variazioni anche per le date degli adempimenti fiscali a cui saranno obbligati gli italiani nel 2018. La dichiarazione dei redditi 2018, il 730 precompilato dovrà essere presentato entro il prossimo 23 luglio, il modello 770, il modello Redditi Pf e le dichiarazioni Irap entro il 31 ottobre, mentre per lo spesometro la scadenza dell’invio dei relativi dati è fissata al 30 settembre.