Lo scorso anno di questi tempi, cioè mentre si stava definendo la manovra finanziaria dello scorso anno la revisione delle automobili era al centro di un emendamento. Una proposta poi bocciata che riguardava il blocco della revisione periodica delle automobili nel caso in cui la stessa auto non risultasse in regola con il pagamento del #Bollo auto. Quest’anno la revisione auto non entra in scena con la Legge di Bilancio, ma alcune novità sostanziali stanno per entrare in vigore. Si tratta di alcune direttive della Unione Europea alle quali anche l’Italia dovrà adeguarsi, probabilmente dal prossimo anno. Il giornale “Il Quotidiano del Lazio” con un articolo del 24 novembre afferma che ormai è pronta per entrare in vigore quella che a tutti gli effetti sarà una riforma dell’istituto della revisione periodica degli autoveicoli, con molti vantaggi per i cittadini, ma anche con qualche debolezza, come il giornale le chiama.

I km reali percorsi dalle auto spesso non coincidono

Secondo il quotidiano, una nuova funzione che il Ministero dei Trasporti offrirà agli utenti sarà quella di conoscere i reali chilometri percorsi da una autovettura. Un po’ quello che accade con il Bollo Auto per il quale basta inserire sul sito dell’#automobile Club Italia (#aci) i dati della vettura, per conoscere la data di scadenza del bollo e se il suo pagamento è stato ottemperato o meno. Anche in questo caso basterà collegarsi al portale del Ministero, inserire la targa di un autoveicolo per conoscere i veri chilometri dell’auto e non quelli che sono scritti sul contachilometri. Come faranno è semplice e sarà proprio con i dati dell’ultima revisione utile del veicolo. In pratica i dati della revisione che il Centro Autorizzato preleverà dal veicolo, finiranno in una banca dati consultabile dai contribuenti che ne avranno necessità.

Un meccanismo che eviterà sicuramente le frodi messe in atto da molti [VIDEO]rivenditori, che abbassano i Km percorsi dall’auto che tentano di vendere a cifre evidentemente più alte proprio per i pochi chilometri segnati sul contachilometri.

Controlli severi

Regole più severe dunque, con ispettori ad hoc che avranno il compito di controllare se i Centri Revisione abbiano riportato o meno i giusti dati del veicolo. Il Centro poi dovrà dare il certificato di revisione al proprietario del veicolo che resta garante della fedeltà dei dati del proprio veicolo, in solido con il Centro di Revisione stesso. Per quanto riguarda la tempistica della revisione si resta a 4 anni per la prima revisione di veicolo nuovo ed ogni 2 anni per le revisioni successive o di veicoli usati. Una norma che consentirà di non permettere la circolazione di veicoli con molti Km percorsi ed altamente dannosi per l’inquinamento e che allo stesso tempo impedirà le compravendite e quindi la circolazione di veicoli che per numero di Km dovrebbero avere interventi tecnici diversi da quelli usuali per evitare il loro coinvolgimento in sinistri ed incidenti vari.

Il punto debole della norma sta nel fatto che i dati che saranno visibili sono dell’ultima revisione. Nessuno impedirà ai Centri o ai proprietari di abbassare i Km prima della revisione che segnerà il dato presente al Ministero.