Era anni che non si verificava, ma ogni tanto gli italiani devono fare i conti con l'aumento della benzina. Però, oltre agli effetti, può essere interessante cercare di capire come mai i prezzi possono variare in modo così significativo.

Erano molti anni che la benzina non subiva un rincaro così elevato. Il Ministero dello Sviluppo Economico fa sapere che il prezzo è a quota 1,606 euro a litro, superando la cifra di 1,6 euro segnata nel 2015.

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Anche il diesel ha registrato un nuovo record: parliamo di 1,483 euro a litro, di poco superiore a quanto registrato sempre nell'anno 2015.

Cifre inferiori, però, a quelle registrate appena 6 anni fa: era il 2012, quando i display a LED dei distributori superavano i 2 euro a litro per la benzina e 1,8 per il diesel.

Aumento della benzina: i motivi

La notizia del rincaro dell'oro nero è arrivata molto probabilmente in uno dei periodi più brutti dell'anno: prima dell'estate.

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Questo è il periodo in cui gli italiani trascorrono i primi fine settimana all'aria aperta, magari in spiaggia, o in montagna. Secondo alcune stime, un pieno attualmente costa il 5% in più rispetto all'estate dell'anno scorso. Ma cosa c'è dietro questi aumenti? Innanzitutto a variare è il prezzo del petrolio: dall'inizio dell'anno il costo al barile è salito del 17%. L'anno scorso, infatti, il greggio americano costava 50 dollari a barile e quello europeo 52, oggi costano rispettivamente 71 e 78 dollari.

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Curiosità

L'aumento del petrolio, deriva a sua volta dalle tensioni geopolitiche registrate dal Medio Oriente recentemente.

La vera stangata per gli italiani, però, arriva da accise e IVA. Con il termine 'accisa' si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Infatti, riguardo alle cause dell'aumento del prezzo della benzina, l'aumento del petrolio incide solo per il 30%. Il restante 70% deriva dall'IVA e dalle accise.

Le accise, però, a loro volta derivano da questioni accadute in passato, come ad esempio le missioni in Libano e in Bosnia, i terremoti, le alluvioni o, comunque, i disastri naturali in generale.

La ciliegina sulla torta è la rete di distribuzione, che non è proprio il massimo dell'efficienza. Le pompe sono un po' sparse sul territorio nazionale e i gestori sono ancora poco favorevoli al self-service.

L'insieme di queste cause è alla base dell'aumento dei prezzi dei carburanti per quanto riguarda l'Italia, con un rincaro che si fa sentire in modo più marcato rispetto agli altri Paesi europei.

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