L'estate si avvicina e i cittadini cominciano a programmare le ferie con spostamenti con le proprie automobili. C'è però un piccolo problema: la benzina ha subito un elevato aumento in seguito al rincaro del petrolio. Le tabelle del Mise al 14 maggio, rivelano che il prezzo della benzina è tornato sopra quota 1,6 euro, cosa che non accadeva da luglio di ben 3 anni fa. Ad oggi in modalità self, la benzina costa in media 1,615, mentre per chi si fa servire dal benzinaio il prezzo medio ammonta a 1,739 euro al litro.

Ecco i marchi che hanno già applicato la tariffa

Quotidiano Energia, ha riportato che ad aver effettuato già gli aumenti dei prezzi di benzina e diesel sono le seguenti pompe di benzina: IP, Italiana Petroli e Q8 che hanno applicato un rincaro sul diesel che sulla benzina, mentre Tamoil ha aumentato di un centesimo soltanto il diesel. I prezzi praticati dalle diverse compagnie oscillano adesso tra gli 1,615 e i 1,629 euro. Il costo medio del diesel ammonta invece a 1,487 euro ma le varie compagnie applicano una tariffa che oscilla dai 1,486 a 1,509 euro.

Prezzi alle stelle

Naturalmente questo rincaro ha portato delle polemiche non di poco conto tra tutti i cittadini. A scagliarsi contro questa situazione è stato soprattutto il Codacons richiedendo addirittura l'intervento dei Nas per agire sui nuovi listini di benzina e petrolio altamente rincarati. All'interno di una nota Codacons si possono infatti leggere delle dichiarazioni di forte lamentele.

L'associazione ha rivelato che il prezzo del diesel è salito al punto tale che per un litro di diesel è ad oggi richiesto il 3,3% in più rispetto al mese di aprile.

L'aumento del prezzo vale anche per la benzina che aumenta del 2,8%, infatti ad oggi per un litro di benzina si va a pagare due euro in più rispetto al mese precedente. Tutto ciò è dovuto ad una tensione tra Iran e Stati Uniti che è adesso ricaduta sui poveri consumatori, anzi sulle loro tasche. Codacons ritiene che questo tipo di situazione possa creare una forma di aggiotaggio e per via di ciò chiede l'intervento dei Nas.

L'aumento dei prezzi è infatti avvenuto in maniera troppo veloce e secondo l'associazione è al quanto ambiguo che il rincaro avvenga subito dopo l'annuncio di una tensione in Medio Oriente. Inoltre, sempre il Codacons ha rivelato che il petrolio a cui adesso è stato effettuato il rincaro, è stato in realtà comprato negli scorsi mesi quando questa tensione tra Stati Uniti e Iran non c'era ancora.

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