Chi ha presentato il Modello Redditi PF un anno si chiede spesso se, cambiata la propria situazione lavorativa, possa tornare al più semplice Modello 730 l'anno successivo. La risposta breve è sì, ma con una premessa che vale la pena chiarire subito: non è mai una questione di preferenza personale, bensì di requisiti oggettivi che cambiano di anno in anno insieme alla propria condizione lavorativa.
La regola di fondo: ogni anno si riparte da zero
Un aspetto che sfugge a molti è che la dichiarazione dei redditi non "eredita" il modello usato l'anno precedente.
Ogni anno la scelta tra 730 e Redditi PF si basa esclusivamente sulla situazione reddituale dell'anno appena concluso, non su quella degli anni passati. Questo significa che chi ha usato il Redditi PF per anni, magari perché titolare di partita IVA, può tornare tranquillamente al 730 nel momento in cui quella condizione viene meno.
Il caso più comune: dalla partita IVA al lavoro dipendente
L'esempio classico è quello di chi chiude la propria attività autonoma e trova un impiego da dipendente. Se nell'anno di riferimento della dichiarazione non si è più titolari di partita IVA, e si percepisce esclusivamente reddito da lavoro dipendente (magari insieme a redditi da fabbricati o all'abitazione principale), il passaggio al modello 730 diventa non solo possibile ma spesso vantaggioso, per la rapidità dei rimborsi tramite busta paga.
Va prestata attenzione a un dettaglio temporale: se la partita IVA è stata chiusa a metà anno, per quell'annualità specifica si dovrà comunque presentare il Redditi PF, perché in quei dodici mesi si è comunque percepito reddito d'impresa o di lavoro autonomo. Solo dall'anno fiscale successivo, quello interamente privo di partita IVA, si potrà tornare al 730.
Cosa succede se si torna dipendenti a metà anno
Anche la situazione opposta merita un chiarimento. Chi ha lavorato come libero professionista per una parte dell'anno e poi ha trovato un impiego da dipendente, nello stesso anno fiscale, si trova comunque a dover presentare il Redditi PF per quell'annualità: la presenza di redditi da lavoro autonomo, anche solo per alcuni mesi, esclude l'uso del 730 per l'intero periodo d'imposta.
Il passaggio effettivo al modello semplificato avviene solo con la prima dichiarazione relativa a un anno interamente senza partita IVA.
E se si passa dal 730 alla partita IVA?
Vale ovviamente anche il percorso inverso. Chi ha sempre presentato il 730 e nel corso dell'anno apre una partita IVA, anche in regime forfettario, dovrà necessariamente presentare il Redditi PF per quell'annualità, indipendentemente da quanto la nuova attività abbia effettivamente fruttato. Non esiste una soglia minima di reddito sotto la quale si possa continuare a usare il 730 nonostante la partita IVA: la sola apertura della posizione fiscale sposta l'intera dichiarazione sul modello più articolato.
La dichiarazione precompilata si adatta automaticamente
Un aiuto concreto arriva dalla dichiarazione precompilata messa a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Il sistema, sulla base dei dati già in suo possesso (Certificazione Unica, chiusura o apertura di partita IVA, comunicazioni ricevute durante l'anno), propone in sede di dichiarazione dei redditi automaticamente il modello ritenuto più adatto alla situazione più recente del contribuente, senza tenere conto di quale modello fosse stato utilizzato l'anno prima. Resta comunque possibile, in fase di scelta, optare per un modello diverso da quello suggerito, qualora si ritenga più corretto per la propria situazione specifica.
Un consiglio pratico per chi cambia condizione
Chi si trova in una fase di transizione lavorativa, magari con più fonti di reddito diverse concentrate nello stesso anno, farebbe bene a verificare con attenzione quale modello sia effettivamente dovuto, prima di procedere in autonomia. Un errore di questo tipo, se scoperto in ritardo, può comportare la necessità di integrare o correggere la dichiarazione già inviata, con tempistiche e modalità diverse a seconda che la correzione comporti un maggiore o un minore importo dovuto. In presenza di più fonti di reddito nello stesso anno, un confronto preventivo con un CAF o un commercialista resta il modo più sicuro per non sbagliare modello fin dall'inizio.