Si è conclusa a Scerni la prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi in Abruzzo, un evento di notevole importanza per il futuro della viticoltura regionale. Le uve, raccolte a partire dal 29 luglio 2026 presso l’azienda agraria dell’Istituto tecnico agrario “Cosimo Ridolfi”, sono state immediatamente destinate alla microvinificazione. Questa iniziativa rientra in un ampio progetto promosso e finanziato dal 2024 dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, focalizzato sullo studio delle varietà Piwi, note per la loro resistenza intrinseca alle principali malattie fungine della vite.
Il vigneto sperimentale ospita ben 18 varietà di vitigni Piwi. Tra quelle indicate figurano nomi come Bronner, Fleurtai, Johanniter, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis. Questa vendemmia segna il terzo anno dall’impianto del vigneto, inaugurando una fase cruciale di studio. L'obiettivo è confrontare i risultati delle microvinificazioni con i dati agronomici e fitosanitari meticolosamente acquisiti durante l'intera stagione, per valutare appieno il potenziale di queste nuove varietà nel contesto abruzzese.
Il monitoraggio agronomico e i primi risultati
La sperimentazione ha come scopo primario la valutazione dell’adattamento di queste varietà al territorio abruzzese, analizzandone le caratteristiche produttive e il potenziale enologico nel corso del tempo.
Il monitoraggio agronomico, condotto con grande cura dall’agronomo Fausto Cimini, ha previsto un’osservazione settimanale di dieci piante per ciascuna cultivar. Le rilevazioni sono state effettuate dalla fase di germogliamento fino alla maturazione, coprendo parametri fenologici, produttivi e fitosanitari essenziali per un'analisi completa.
Un aspetto di particolare rilievo è stata la risposta delle piante alle malattie più comuni, quali peronospora e oidio. La relazione tecnica relativa al progetto ha evidenziato che tutte le piante monitorate hanno dimostrato una completa resistenza a entrambe le patologie. Le uve raccolte, come accennato, sono state avviate a microvinificazioni, un passaggio fondamentale che permetterà di definire i profili quantitativi e qualitativi specifici di ogni genotipo osservato nel campo sperimentale, fornendo dati preziosi per le fasi successive del progetto e per l'eventuale selezione delle varietà più promettenti.
La visione del Consorzio per la sostenibilità
Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, ha sottolineato l'importanza strategica di questa ricerca, definendo l'adozione dei vitigni resistenti non solo come “una sfida enologica”, ma anche come un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale. La sperimentazione è un processo a lungo termine, che richiederà anni di osservazioni approfondite, raccolta di dati e confronti rigorosi. Il progetto prevede, infatti, l'esecuzione di almeno tre cicli di microvinificazioni per ottenere un quadro completo e affidabile.
L'obiettivo finale del Consorzio è individuare i genotipi più idonei e performanti per il territorio abruzzese, mantenendo un costante lavoro di verifica su base agronomica, fitosanitaria ed enologica.
Questo approccio integrato mira a garantire che le future scelte viticole siano fondate su solide basi scientifiche, promuovendo un'agricoltura più resiliente e rispettosa dell'ambiente, in linea con le moderne esigenze del settore vitivinicolo e le aspettative dei consumatori.