Coldiretti Sardegna ha annunciato una significativa mobilitazione del comparto bovino sardo per venerdì 25 settembre 2026 a Olbia. L'appuntamento è fissato per le ore 10 al porto Isola Bianca, dove gli allevatori manifesteranno contro le restrizioni e i blocchi alla movimentazione dei bovini imposti a causa della dermatite nodulare contagiosa. L'iniziativa, diffusa da Cagliari il 23 settembre 2026, evidenzia una situazione di profondo disagio che perdura da oltre quindici mesi.
La protesta degli allevatori sardi nasce da una condizione che Coldiretti Sardegna definisce insostenibile.
Nonostante l'organizzazione agricola sottolinei il pieno rispetto delle prescrizioni delle autorità politiche e sanitarie, e l'alta adesione alla campagna vaccinale, le limitazioni persistono. Il sentimento di frustrazione è riassunto in due passaggi emblematici diffusi dall'organizzazione: “La pazienza è finita” e “oggi gli allevatori dicono basta”, esprimendo la determinazione a chiedere un cambiamento immediato.
Le pressanti richieste di Coldiretti Sardegna
Al centro delle rivendicazioni di Coldiretti Sardegna vi è la richiesta urgente di uno sblocco delle movimentazioni dei bovini e una revisione complessiva delle attuali misure sanitarie. L'organizzazione evidenzia l'efficacia della campagna vaccinale, con una copertura che raggiunge il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini, dati che, a loro avviso, giustificano un approccio meno restrittivo.
Per questo, si chiede il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, ritenendo le attuali disposizioni sproporzionate rispetto al quadro epidemiologico e all'impegno degli allevatori nel rispettare le normative.
Un ulteriore punto di critica riguarda la conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri, emersa dopo un incontro a Roma e comunicata dall'assessorato regionale dell'Agricoltura. Questa decisione, secondo Coldiretti Sardegna, alimenta l'incertezza e le difficoltà per le aziende zootecniche. Di conseguenza, l'organizzazione sollecita la Regione a intervenire con misure economiche adeguate e immediate, per compensare i costi continui che gli allevatori devono sostenere per alimentare e mantenere animali che, a causa dei blocchi, non possono essere movimentati né venduti.
Il persistente quadro sanitario
Il contesto sanitario che ha generato le restrizioni è caratterizzato dall'ultimo focolaio confermato di dermatite nodulare contagiosa, nota anche come Lumpy skin disease. Questo focolaio è stato rilevato agli inizi di giugno a Escalaplano, una località nel sud della Sardegna. Nonostante il tempo trascorso, il focolaio non risulta ancora dichiarato estinto nel bollettino epidemiologico nazionale veterinario. Questa persistenza contribuisce a mantenere un clima di preoccupazione e incertezza tra gli allevatori, che vedono prolungarsi le conseguenze economiche e operative delle restrizioni.