A Palermo, l'8 settembre 2026, Confartigianato Sicilia ha evidenziato una significativa crescita delle imprese digitali artigiane nell'Isola, pur segnalando una persistente criticità nel reperimento di personale qualificato. I dati elaborati dall'Osservatorio Medie e Piccole Imprese dell'associazione rivelano che nel primo trimestre del 2025 erano operative in Sicilia 936 imprese digitali artigiane, un incremento dell'8,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Questo quadro complessivo descrive un artigianato siciliano in piena transizione digitale, orientato verso competenze avanzate, la nascita di nuove realtà imprenditoriali e la sostenibilità.

Nonostante l'espansione del numero di aziende che abbracciano l'innovazione, il mercato del lavoro presenta sfide notevoli. Una percentuale elevata, il 43,8% delle nuove assunzioni previste dalle imprese siciliane, richiede infatti competenze digitali avanzate e specifiche conoscenze legate all'intelligenza artificiale. Tuttavia, le aziende incontrano notevoli ostacoli nel trovare candidati con un profilo professionale adeguato a queste esigenze emergenti.

La problematica si accentua in alcune aree geografiche. In particolare, la provincia di Trapani si distingue per la maggiore difficoltà nel reperire tali figure: qui la quota di "introvabilità" per i profili digitali raggiunge il 51,4%, superando di ben 7,6 punti percentuali la media regionale.

Questo dato sottolinea una disomogeneità territoriale nella disponibilità di talenti specializzati.

Il dinamismo dell'artigianato digitale e le sfide future

Il numero di 936 imprese digitali artigiane attive nel primo trimestre del 2025 rappresenta un chiaro indicatore dell'evoluzione del tessuto produttivo siciliano. Molte di queste realtà stanno adottando modelli operativi e attività strettamente legati all'innovazione, includendo anche l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei loro processi. La crescita dell'8,9% rispetto al 2020 è un segnale forte della capacità del comparto di adattarsi e progredire.

Emanuele Virzì, presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, ha commentato i dati, ponendo l'accento sulla cruciale questione del personale qualificato.

Virzì ha descritto il settore come "un comparto dinamico e reattivo", ma ha anche espresso preoccupazione per il rischio che la carenza di figure professionali adeguatamente preparate possa frenare le ambizioni di sviluppo delle micro e piccole imprese. Ha quindi sottolineato l'urgenza di investire nella formazione e di promuovere un dialogo costante con i territori, in particolare quelli dove la mancanza di profili specializzati è più acuta.

L'importanza di formazione e dialogo territoriale

Il caso di Trapani, con la sua elevata percentuale di difficoltà nel reperimento di personale (il 51,4% dei profili digitali), evidenzia la necessità di interventi mirati a livello locale. La formazione professionale e l'aggiornamento delle competenze diventano strumenti indispensabili per colmare il divario tra la domanda delle imprese e l'offerta del mercato del lavoro.

Un approccio che integri le esigenze delle aziende con percorsi formativi specifici può sostenere lo sviluppo dell'artigianato digitale e garantire alla Sicilia di cogliere appieno le opportunità offerte dalla transizione tecnologica.