Confindustria Basilicata ha rivolto un appello alle istituzioni europee, sollecitando un maggiore ascolto e una profonda riflessione sulle esigenze del settore dell'automotive. La richiesta giunge all'indomani di un significativo incontro tenutosi a Bruxelles, che ha visto la partecipazione delle regioni europee con una forte vocazione alla produzione automobilistica. La posizione, resa nota a Potenza il 10 settembre 2026, delinea le priorità strategiche individuate dagli industriali lucani per l'intera filiera dell'auto. Tra queste spiccano la necessità di una neutralità tecnologica, l'istituzione di un fondo europeo dedicato alla competitività del comparto, una maggiore flessibilità e revisione dei target attuali, e una decisa semplificazione burocratica.
Il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, ha sottolineato come questa istanza sia strettamente legata alla recente partecipazione alla missione unitaria che ha riunito a Bruxelles ben dodici regioni europee, tutte protagoniste indiscusse nel panorama dell'automotive. Secondo l'associazione, l'attuale percorso di transizione del settore non può e non deve prevedere l'imposizione di un unico e predefinito percorso tecnologico. È fondamentale, invece, che si tenga in debita considerazione la complessa e variegata struttura manifatturiera europea. D’Alema ha espresso con fermezza la sua posizione, dichiarando: “L'Europa deve in fretta prendere atto degli errori commessi con una transizione imposta per legge verso un'unica tecnologia.”
Le richieste chiave degli industriali lucani per l'automotive
La strategia delineata da Confindustria Basilicata si articola in quattro punti operativi fondamentali.
Al primo posto figura la neutralità tecnologica, un principio cardine richiamato come criterio imprescindibile per affrontare efficacemente la sfida della decarbonizzazione del comparto automobilistico. Il secondo punto prevede l'urgente istituzione di un fondo europeo specificamente dedicato alla competitività della filiera. La terza priorità concerne la necessità di una maggiore flessibilità e una revisione critica dei target attualmente fissati per il settore. Infine, il quarto elemento essenziale è la riduzione della burocrazia, considerata un fattore abilitante indispensabile per supportare e accompagnare le imprese che operano nell'intera filiera dell'auto.
Il presidente D’Alema ha inoltre voluto rimarcare l'importanza cruciale del comparto manifatturiero all'interno del più ampio percorso di trasformazione industriale e tecnologica in atto.
L'appello lanciato a Bruxelles è chiaro: è indispensabile che la sfida della decarbonizzazione sia affrontata con un approccio che privilegi il realismo, il pragmatismo e una piena neutralità tecnologica. Nel messaggio complessivo veicolato dagli industriali lucani, il settore dell'automotive si conferma il perimetro centrale e prioritario di intervento, con una particolare attenzione rivolta alle imprese della filiera e alla loro intrinseca capacità di sostenere e implementare programmi di investimento innovativi.
Il sostegno ai mini contratti di sviluppo per l'automotive
In questo contesto, Confindustria Basilicata ha espresso una valutazione decisamente positiva riguardo all'attivazione dei mini contratti di sviluppo, uno strumento strategico specificamente destinato a sostenere la filiera automotive. Questa iniziativa, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresenta un'opportunità concreta per il settore. Lo strumento, infatti, mira a mettere a disposizione...