La Regione Umbria ha sollecitato la rapida riconvocazione del "Tavolo dell’Accordo di programma" per Ast, in risposta all'allarme lanciato da Arvedi-Ast sui costi energetici. Questa richiesta, proveniente da Terni l’11 settembre 2026, evidenzia l'urgenza di un confronto tra istituzioni e azienda per il futuro produttivo e occupazionale del polo siderurgico.
L'assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti, è intervenuto dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi-Ast, Dimitri Menecali. Menecali aveva sottolineato la disparità dei costi energetici che l'industria siderurgica italiana sostiene rispetto ai competitor europei.
Per De Rebotti, la questione impone di "accelerare la riconvocazione del tavolo dell’Accordo di programma".
L'Accordo di Programma: Strumento Chiave per Ast
De Rebotti ha ribadito che il tavolo rappresenta lo strumento fondamentale attraverso cui istituzioni e azienda hanno assunto impegni reciproci per delineare il futuro produttivo e occupazionale del sito ternano. L'assessore ha ricordato come la questione energetica non sia una novità, ma fosse già emersa come criticità nel percorso che ha portato all'Accordo. La Regione considera il costo dell'energia una variabile decisiva per la competitività di Ast e per l'intero sistema economico e occupazionale di Terni e dell'Umbria.
Arvedi-Ast: Allarme Costi Energetici e Competitività
Arvedi-Ast ha segnalato che l'elevato costo dell'energia elettrica in Italia sta compromettendo la competitività dello stabilimento di Terni rispetto ai concorrenti europei. L'azienda ha fornito dati specifici: il costo complessivo dell'elettricità in Italia si attesta a 128,54 euro al MWh. Questo valore è significativamente superiore a quello registrato in Spagna (87,58 euro), Germania (85,65 euro) e Francia (52,69 euro). Tale divario, secondo l'azienda, mette a rischio la produzione e l'occupazione in un settore strategico.