Un recente rapporto sull’imprenditorialità, commissionato da Hamu (Hub Abruzzo Umbria e Marche) all’Università Politecnica delle Marche, ha messo in luce dinamiche preoccupanti per il tessuto economico di Umbria, Marche e Abruzzo. Tra il 2010 e il 2023, le tre regioni hanno registrato una significativa riduzione di due terzi delle iscrizioni nel Registro delle imprese, un fenomeno particolarmente accentuato nelle aree interne. A ciò si aggiunge una crescita degli addetti nell’industria e nei servizi che, nel quinquennio 2019-2024, si è attestata a un modesto +5,8%, rimanendo ben al di sotto della media nazionale dell’8,1% e mostrando un ritardo evidente nei servizi avanzati.

Il documento, frutto del lavoro di Donato Iacobucci, Martina Orci e Francesco Perugini del Centro per l’Innovazione e l’Imprenditorialità, è stato presentato l’11 settembre 2026. La sede del convegno, intitolato "Talenti, tecnologia, territorio. Il sistema imprenditoriale delle regioni Hamu", è stata la Facoltà di Economia della Politecnica Marche, situata ad Ancona. L’introduzione del rapporto porta la firma di Gian Mario Spacca, coordinatore di Hamu, che ha sottolineato l’importanza di queste analisi per il futuro sviluppo regionale.

Le prospettive e le strategie emerse dal convegno

L’evento ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali e accademiche. Tra gli intervenuti figurano il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma Guido Castelli e il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, ha accolto i presenti, evidenziando il ruolo dell’ateneo nel supportare la ricerca e lo sviluppo territoriale.

Dal dibattito è emersa con forza l’esigenza di intervenire con decisione per invertire la rotta e concretizzare la necessità di "fare sistema" tra le regioni. L’obiettivo condiviso è quello di trasformare il territorio in una vera e propria "super-regione", capace di amministrare e guidare le traiettorie di sviluppo futuro. Il rapporto stesso suggerisce l’implementazione di una politica industriale selettiva e integrata tra le tre regioni, superando l’approccio degli investimenti a pioggia e concentrando le risorse sulle filiere più promettenti e strategiche.

Le filiere identificate come cruciali per il rilancio economico includono l’automotive e l’aerospazio per l’Abruzzo, i distretti manifatturieri per le Marche, e le tecnologie legate alla sostenibilità e al digitale per l’Umbria. Il lavoro di analisi sottolinea l’imperativo di mettere a sistema le vocazioni complementari di questi territori, rispondendo così efficacemente ai dati allarmanti sulla riduzione delle nuove iscrizioni al Registro delle imprese e sulla crescita contenuta degli addetti. Questa sinergia è vista come chiave per un rilancio duraturo e strutturale.