A Milano, il primo settembre 2026, i giudici lussemburghesi hanno concesso il via libera al trasferimento del 25% delle quote di Delfin, detenute da Paola Del Vecchio e Luca Del Vecchio. Questa decisione permette a ciascuno dei due fratelli di spostare la propria partecipazione del 12,5% in un veicolo societario di proprietà. L'operazione è un passaggio chiave nel riassetto della holding Delfin, coinvolgendo complessivamente un quarto del capitale sociale della società. Il trasferimento in società controllate dai rispettivi titolari modifica la forma di detenzione delle partecipazioni, senza alterare la proprietà sostanziale, ma ridefinendo la struttura giuridica.
Superamento dei vincoli e garanzie per finanziamenti
L'operazione è strategica per superare un veto statutario che limitava la possibilità di dare in pegno le azioni Delfin. Questa mossa, autorizzata dal Lussemburgo, si inserisce nel riassetto della holding e consente di intervenire sulla struttura di detenzione delle partecipazioni di Paola e Luca Del Vecchio. L'obiettivo è rendere possibile la concessione di garanzie per un finanziamento. Il superamento di tale vincolo, reso effettivo dal via libera giudiziario, apre nuove prospettive finanziarie e gestionali per i due fratelli.
Il portafoglio strategico di Delfin
La holding Delfin detiene partecipazioni rilevanti in diverse società quotate di primaria importanza.
Nel suo portafoglio figurano il 32,4% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio. Questo riassetto coinvolge una holding con un portafoglio ampiamente diversificato, che spazia dall'ottica e la finanza, alle assicurazioni, al credito e all'immobiliare. La rilevanza di queste partecipazioni sottolinea l'importanza strategica delle decisioni relative alla struttura proprietaria e alla gestione di Delfin.