Le esportazioni delle Marche hanno superato la soglia dei 7,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2026, attestandosi precisamente a 7.644 milioni. Questo dato rappresenta una significativa crescita del 9,2% rispetto all'anno precedente, il 2025, e posiziona la regione al quinto posto in Italia per incremento tendenziale dell'export. Le rilevazioni, diffuse ad Ancona l'11 settembre 2026 dalla Camera di Commercio delle Marche e basate sui dati Istat, evidenziano un sistema produttivo regionale in espansione, con un ruolo cruciale giocato dai comparti della nautica e della meccanica, che si confermano come i principali motori di questa performance positiva.

I settori chiave che spingono l'export marchigiano

Il contributo più consistente alla dinamica crescita dell'export marchigiano proviene dal settore dei mezzi di trasporto. Le esportazioni in questocomparto hanno raggiunto 1.267,2 milioni di euro, registrando un notevole aumento del 72,5%. All'interno di questa categoria, le navi e imbarcazioni si distinguono con un valore di 1.132,4 milioni di euro, segnando un impressionante incremento dell'84%. Anche il comparto della meccanica ha mostrato una robusta performance: i macchinari e apparecchi hanno generato 995 milioni di euro di esportazioni, con una crescita del 13,8%, mentre i metalli di base e prodotti in metallo hanno contribuito con 979,2 milioni di euro, in aumento del 7,5%.

Altri settori hanno contribuito positivamente a questo slancio. I prodotti alimentari, bevande e tabacco, che includono voci importanti come pasta e vino, hanno raggiunto 250,5 milioni di euro, progredendo dell'8,7%. Il settore del legno e prodotti in legno, carta e stampa ha visto le sue esportazioni salire a 240,2 milioni di euro, con un aumento del 14,1%. I computer, apparecchi elettronici e ottici hanno registrato 200,4 milioni di euro, con un incremento del 17,1%. Infine, i prodotti agricoli, di silvicoltura e pesca hanno mostrato una crescita significativa del 32,9%, attestandosi a 90,7 milioni di euro.

Comparti in flessione: un quadro differenziato

Nonostante la crescita complessiva, alcuni settori hanno registrato delle flessioni nel medesimo periodo.

Il comparto del tessile, abbigliamento, pelli e accessori ha segnato un calo del 7,1%, con esportazioni pari a 976,5 milioni di euro. Gli apparecchi elettrici hanno visto una diminuzione del 7,4%, fermandosi a 616,6 milioni di euro. Anche gli articoli in gomma e materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi hanno subito una flessione del 7,7%, raggiungendo i 372,1 milioni di euro. Le esportazioni di prodotti di altre attività manifatturiere sono calate del 4,3%, attestandosi a 430,9 milioni di euro, mentre le sostanze e prodotti chimici hanno registrato una diminuzione del 6,1%, con un valore di 258,3 milioni di euro.

Andamento provinciale e mercati di riferimento

A livello provinciale, l'analisi evidenzia un andamento non uniforme. Le esportazioni di Ancona hanno mostrato un robusto incremento del 27,3%, raggiungendo un valore di 3.178 milioni di euro. Anche la provincia di Pesaro e Urbino ha registrato una crescita, con esportazioni pari a 1.780,5 milioni di euro e un aumento del 6,4%. Al contrario, la provincia di Ascoli Piceno ha registrato un calo, con esportazioni che si sono attestate a 1.231,6 milioni di euro.