Il prezzo del gas naturale ha superato la soglia dei 79 euro sulla piazza di riferimento TTF di Amsterdam nella seduta del 9 settembre 2026. I contratti future sul mese di ottobre hanno registrato un rialzo del 4,57%, attestandosi a 79,29 euro al MWh, un valore che riporta le quotazioni sui massimi da tre anni. Il mercato di Amsterdam, fulcro degli scambi TTF, opera con contrattazioni quasi ininterrotte dal lunedì al sabato.
Questa impennata dei prezzi è attribuibile all’intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, oltre alla crescente competizione tra Asia ed Europa per l'accaparramento del Gas Naturale Liquefatto (Gnl) disponibile.
La soglia dei 79 euro al MWh assume particolare rilevanza, considerando che anche i future europei sul gas TTF hanno superato tale livello, raggiungendo i massimi dal 2022.
L'andamento dei future di ottobre
Il dato più significativo riguarda i contratti future con consegna a ottobre, che hanno toccato i 79,29 euro al MWh con un aumento del 4,57%. Il superamento dei 79 euro si allinea con l'andamento del contratto front-month TTF, il quale, nella mattinata del 9 settembre 2026, aveva già oltrepassato questa quota. Dall’inizio dell’anno, i future TTF front-month hanno oscillato in un intervallo compreso tra circa 26,50 euro e 79 euro al MWh.
Il rialzo del gas naturale si inserisce in un contesto di mercato globale dove la disponibilità di Gnl è al centro di una serrata competizione tra acquirenti europei e asiatici.
Il gas naturale liquefatto è una risorsa strategica contesa in un panorama internazionale in cui le tensioni geopolitiche incidono direttamente sulla percezione del rischio relativa alle forniture e sui costi di approvvigionamento per i Paesi europei.
Scorte europee e la sfida dell'inverno
Il contesto europeo si caratterizza per scorte di gas considerate basse in vista dell’imminente stagione invernale. L'obiettivo dell’Unione Europea prevede che gli stoccaggi siano pieni al 90% entro il 1° novembre, pur ammettendo possibili scostamenti in condizioni di mercato sfavorevoli. All'8 settembre, la media dell'Unione Europea si attestava al 67% della capacità complessiva. Si registrano tuttavia differenze tra gli Stati membri: la Polonia, ad esempio, vanta livelli di stoccaggio elevati, intorno al 96,5%, mentre Germania e Paesi Bassi affrontano maggiori difficoltà nel raggiungere i target di riempimento.
Nonostante le preoccupazioni per le riserve, il consumo europeo di gas si mantiene su livelli inferiori, attestandosi tra il 15% e il 20% in meno rispetto al 2021. Questo dato suggerisce una certa resilienza della domanda, sebbene la sfida del riempimento degli stoccaggi rimanga prioritaria per la sicurezza energetica nei mesi più freddi.