La Federal Reserve ha annunciato un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, segnando la prima volta in tre anni che la banca centrale statunitense interviene in questa direzione. La decisione, presa durante la riunione del 16 settembre 2026 a Washington, porta il costo del denaro dall’intervallo precedente del 3,50%-3,75% a un nuovo range compreso tra il 3,75% e il 4%.
Questo movimento sui tassi, ampiamente previsto dagli analisti, si inserisce in un contesto di politica monetaria in evoluzione. Prima di questa determinazione, il Fomc (Federal Open Market Committee) aveva optato per sei riduzioni consecutive dei tassi, per un totale complessivo di 175 punti base.
Il nuovo intervallo stabilito colloca il tasso di riferimento della Federal Reserve su un livello equivalente a circa il 3,9%.
La svolta nella politica monetaria
Il rialzo di un quarto di punto rappresenta una chiara inversione di tendenza rispetto alla fase precedente, caratterizzata da una serie di tagli avviati dopo luglio 2023. Con questa mossa, la Federal Reserve agisce direttamente sul costo del denaro, riportando la forchetta di riferimento al 3,75%-4% dal precedente 3,50%-3,75%.
Questa scelta è strettamente correlata al persistente quadro di inflazione elevata negli Stati Uniti. La banca centrale ha ribadito il proprio obiettivo di inflazione al 2% e, nel comunicato ufficiale che ha accompagnato la decisione, ha dichiarato: “Today’s policy action will support a timelier return”.
Questa affermazione sottolinea l'intenzione di favorire un più rapido rientro verso l'obiettivo di stabilità dei prezzi prefissato dalla Federal Reserve.
Il ruolo del Fomc e la presidenza Warsh
La riunione odierna è stata la terza del board presieduto da Kevin Warsh. Il rialzo dei tassi giunge dopo un periodo in cui il Fomc aveva implementato una serie di sei riduzioni, per un totale di 175 punti base. Il dato temporale di maggiore rilievo rimane il confronto con luglio 2023, mese in cui si era registrato l'ultimo aumento prima della decisione annunciata il 16 settembre 2026.
La decisione si inserisce anche nel dibattito pubblico sui tassi negli Stati Uniti. In passato, Donald Trump aveva espresso la richiesta di tassi più bassi.
Già in occasione della sua nomina, ad aprile, il presidente della Fed, Kevin Warsh, aveva chiarito di non aver promesso tagli dei tassi, definendosi un “independent actor”, un attore indipendente nelle sue scelte di politica monetaria.
Il tasso di riferimento stabilito dalla Federal Reserve ha un impatto diretto sul costo del credito per famiglie e imprese. Questo include settori cruciali come i mutui, i prestiti per l'acquisto di automobili e le carte di credito. La decisione comunicata da Washington rappresenta, pertanto, un intervento significativo sul principale strumento di politica monetaria della banca centrale statunitense, influenzando l'economia a più livelli.