Roma, 22 settembre 2026. L'inflazione nell'area euro potrebbe rivelarsi più persistente del previsto, con un primo calo significativo atteso solo a partire dalla metà del 2027. Questa è l'analisi di Philip Lane, capo economista della Banca Centrale Europea (BCE), che lega direttamente il profilo dei prezzi a una nuova ondata di rincari nel settore dell'energia, in particolare per petrolio e gas. Lane ha sottolineato come questa fase di prezzi elevati sia un fattore determinante per mantenere l'inflazione su livelli sostenuti più a lungo rispetto alle attese iniziali dell'istituto centrale.

La valutazione del capo economista si concentra su uno shock energetico e sulla sua prolungata durata. Lane ha parlato esplicitamente di una "seconda ondata di rincari" che sta attualmente interessando i mercati. Questa fase, secondo le sue dichiarazioni, è destinata a generare un'inflazione più elevata e persistente, con la prospettiva di un ritorno verso l'obiettivo della BCE posticipato alla metà del 2027. Il fenomeno coinvolge sia i prezzi del petrolio che quelli del gas, influenzando direttamente l'andamento generale dei prezzi nell'intera area euro.

L'impatto dello shock energetico sull'economia europea

Philip Lane ha delineato due scenari distinti per l'impatto dello shock energetico sull'economia.

Nel caso di un'intensificazione dello shock, il capo economista ha avvertito che "uno shock più intenso questo autunno finirebbe per pesare sull'economia", implicando un rallentamento della crescita. Viceversa, in uno scenario meno grave, Lane ha identificato diversi fattori che potrebbero sostenere la crescita europea. Tra questi figurano la spesa pubblica già avviata in alcune regioni del continente, gli investimenti tedeschi nel settore della difesa e il programma Next Generation EU, promosso dall'Unione Europea. Lo scenario di base della BCE prevede una continuazione della crescita economica a un ritmo costante ma moderato, a condizione che l'intensità dello shock energetico non aumenti ulteriormente.

Il riferimento temporale cruciale fornito da Lane per il rientro dell'inflazione verso l'obiettivo della BCE si colloca a partire dalla metà del 2027. Questo non indica un calo immediato dei prezzi, ma piuttosto una traiettoria che dipende strettamente dalla persistenza della pressione esercitata dal settore energetico. La nuova ondata di rincari è stata descritta come una fase capace di prolungare la durata dell'inflazione rispetto a quanto previsto nelle precedenti stime della BCE, risalenti a marzo. Il confronto tra le attuali previsioni e quelle formulate in precedenza evidenzia come la durata dello shock sui prezzi di petrolio e gas sia diventata un elemento centrale nella revisione delle prospettive inflazionistiche.

Le ricadute sui prezzi

Il quadro aggiuntivo delineato riguarda gli effetti su altre voci di