Le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria hanno formalmente dato il via a un'importante iniziativa di coordinamento economico, istituendo una cabina di regia trasversale interamente dedicata alle politiche industriali. Questo progetto ambizioso, che vede il coinvolgimento attivo e diretto delle rispettive Confindustrie territoriali, si propone di costruire una solida piattaforma comune. L'obiettivo è rappresentare in modo unitario le esigenze e le priorità del Nord Italia sia presso il governo italiano sia di fronte alla Commissione europea.

Il primo incontro ufficiale di questa nuova struttura è fissato a Torino per il 3 settembre 2026, e vedrà la partecipazione congiunta degli assessori regionali allo Sviluppo economico delle cinque Regioni coinvolte, segnando un passo concreto verso la collaborazione.

Un "patto del Nord" per lo sviluppo industriale

Il percorso intrapreso è stato significativamente descritto come una sorta di "patto del Nord", un'alleanza strategica per il futuro economico della macro-regione. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo economico, l'iniziativa ha avuto la sua genesi e ha preso le mosse proprio dalla Lombardia. L'obiettivo primario di questa collaborazione è l'elaborazione di proposte condivise e concrete tra le cinque amministrazioni regionali e l'intero sistema delle imprese.

Questo coordinamento strategico mira a influenzare in maniera determinante le decisioni prese dalle istituzioni nazionali ed europee, garantendo che siano non solo efficaci ma anche pienamente rispondenti alle reali necessità e specificità dei territori interessati. L'avvio operativo di questa collaborazione si concretizzerà con il confronto di Torino, un appuntamento che segue la definizione di un perimetro chiaro, includendo specificamente le Regioni del Nord a statuto ordinario coinvolte in questo ambizioso coordinamento.

La cabina di regia si concentrerà su un'ampia gamma di temi cruciali, tutti volti al rafforzamento del tessuto manifatturiero e alla promozione della competitività del Nord Italia.

Le aree di intervento principali includono la spinta agli investimenti strategici, la gestione e l'accelerazione della transizione energetica e digitale, lo sviluppo e l'ammodernamento delle infrastrutture essenziali e il potenziamento della formazione professionale, elemento chiave per l'innovazione. La costruzione di questa piattaforma comune è resa possibile anche grazie al contributo essenziale e proattivo delle Confindustrie territoriali, che partecipano attivamente al dialogo e al confronto con le Regioni, portando la voce del mondo produttivo.

Collaborazione trasversale oltre le divisioni politiche

Un elemento distintivo e di grande rilievo di questa iniziativa è il suo spiccato carattere trasversale, che vede la collaborazione di amministrazioni regionali guidate da maggioranze politiche non omogenee.

L'Emilia-Romagna, per esempio, è governata da una maggioranza politica differente rispetto alle altre quattro Regioni partecipanti, che condividono invece un allineamento diverso. Analogamente, gli assessori allo Sviluppo economico coinvolti provengono da diverse forze politiche, tra cui esponenti della Lega, di Forza Italia e del Partito Democratico. Questa eterogeneità politica è presentata come un punto di forza intrinseco del progetto, sottolineando la volontà e la capacità di superare le tradizionali divisioni partitiche in nome di un obiettivo comune e superiore: lo sviluppo economico e industriale sostenibile del Nord Italia. L'iniziativa mira esplicitamente a rendere questo coordinamento stabile e duraturo nel tempo, rafforzando così la voce unitaria e l'influenza di un'area geografica e produttiva di importanza strategica per l'intera economia nazionale.