Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, è intervenuto il 22 settembre 2026 per ribadire la ferma posizione degli istituti di credito su un eventuale nuovo contributo. In un contesto in cui l’Italia, secondo i dati definitivi Istat sul rapporto deficit-Pil 2025, non uscirà anticipatamente dalla procedura di infrazione europea, Patuelli ha sottolineato che le banche hanno già fatto il possibile per sostenere l'economia e sono indisponibili a non mantenere i patti. Il suo commento, diffuso da Milano, si inserisce nel dibattito sui conti pubblici e sul ruolo del settore bancario.
Il presidente ha affermato che gli istituti intendono rispettare gli accordi già definiti, respingendo l'ipotesi di non mantenerli. Patuelli ha evidenziato come i dati europei non dipendano dalle banche, richiamando l'impegno del settore: “le banche hanno fatto tutto il possibile per sostenere l'economia”. Questa posizione chiarisce l'intenzione di onorare i patti e la decisa opposizione a qualsiasi richiesta di un ulteriore apporto a carico degli istituti.
I dati Istat e la procedura di infrazione
La dichiarazione di Patuelli segue la pubblicazione dei dati definitivi Istat sul rapporto deficit e Pil per il 2025. Questo dato era cruciale per un'eventuale uscita anticipata dell'Italia dalla procedura di infrazione.
L'esito conferma che il Paese non uscirà in anticipo. Il tema dei conti pubblici resta centrale, con il presidente dell'Abi che distingue la responsabilità dei dati europei dall'azione degli istituti bancari.
Prima della pubblicazione dei dati definitivi, il 22 settembre 2026 era una data chiave per l'aggiornamento Istat sui conti pubblici. L'attenzione era sulla possibilità che l'Italia avesse mantenuto nel 2025 un rapporto tra deficit e prodotto interno lordo inferiore al 3%. Il rispetto di questa soglia era decisivo per l'uscita o la permanenza nella procedura europea per deficit eccessivo.
La procedura europea per deficit eccessivo
La procedura richiamata da Patuelli si riferisce ai conti pubblici nazionali e ai vincoli europei sul deficit. Prima del dato definitivo, il dibattito includeva la prospettiva di margini di bilancio, stimati tra gli 8 e 10 miliardi di euro, la cui liberazione era connessa alla possibilità di...