Ad Ancona, il 14 settembre 2026, la marineria anconetana ha ripreso le attività dopo la fine del fermo pesca, iniziato il 31 luglio. Circa 40 pescherecci sono tornati in mare nella notte tra domenica e lunedì, con il rientro avvenuto lunedì pomeriggio intorno alle 15. Dopo le consuete operazioni di scarico, si è tenuta l'asta del pesce. La ripartenza, tuttavia, è avvenuta in un contesto di incertezza, caratterizzato dall'aumento del carburante e dalla decisione dei pescatori di ridurre il tempo di permanenza in acqua.

I prezzi del pescato si sono rivelati più elevati rispetto alle aspettative.

Tra i fattori che hanno contribuito a questo incremento, i pescatori segnalano l'impennata del costo del carburante: ad Ancona, negli ultimi 45 giorni, il prezzo è salito da 90 centesimi a 1,10 euro al litro. Questa situazione ha spinto le diverse marinerie marchigiane a confrontarsi nei giorni precedenti la ripresa, per definire strategie comuni di fronte ai crescenti costi di esercizio.

Uscite ridotte per contenere le spese

Per far fronte all'aumento dei costi, i pescatori hanno optato per un'uscita ridotta, limitando la permanenza in mare a mezza giornata con l'obiettivo di contenere i consumi di carburante. Questa scelta è anche legata all'attesa di ristori e allo sblocco del credito d'imposta, misure considerate cruciali e ancora irrisolte per il settore.

La questione del gasolio era già stata al centro di un importante confronto tra i rappresentanti delle marinerie dell'Adriatico, tenutosi proprio ad Ancona. All'incontro hanno preso parte delegazioni da diverse località, tra cui Ancona, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto, Fano, Pesaro, Cesenatico, Porto Garibaldi, Chioggia, Pescara, Termoli e Manfredonia. Durante la discussione, è stato evidenziato il significativo impatto dei consumi giornalieri: le imbarcazioni anconetane, a seconda delle dimensioni, necessitano tra i 2.000 e i 3.500 litri di carburante al giorno.

Il peso del gasolio sulle giornate di pesca

Le spese giornaliere per un peschereccio sono stimate in media tra i 2.000 e i 4.000 euro.

Oltre al gasolio, che rappresenta la voce più consistente, i costi includono anche le manutenzioni e il personale di bordo. Durante la riunione tenutasi ad Ancona, è stata ribadita la richiesta di un credito d'imposta sulle spese del gasolio già sostenute, una misura considerata fondamentale dai pescatori per ottenere gli aiuti attesi dal settore.

Nel corso del confronto è stata inoltre avanzata l'ipotesi di individuare una figura comune che possa rappresentare le diverse marinerie, con l'obiettivo di affrontare con maggiore coesione le sfide del settore.