Il 15 settembre 2026, Piazza Affari ha chiuso la seduta in debolezza. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in flessione dello 0,14%, con UniCredit (-2,2%) e Bper (-1,7%). Il quadro settoriale è stato contrastante: i petroliferi hanno corso, spinti dal prezzo del greggio, con Tenaris (+3,3%), seguita da Eni (+1,7%) e Saipem (+1,6%).
Banche divise, vendite su lusso e auto
Il settore bancario ha registrato un andamento a due facce. In luce Mps (+1,5%) e Mediobanca (+1,4%), mentre l'AD del Monte, Luigi Lovaglio, era a New York per incontrare investitori.
Debole Intesa Sanpaolo (-0,2%), con l'Opas allineata alle quotazioni del Monte. Banco Bpm ha perso lo 0,4%, con l'ipotesi di fusione con Credit Agricole complessa; i francesi preferirebbero tale opzione alle nozze con Siena.
Tra gli altri titoli del Ftse Mib, Moncler (-2%), Lottomatica (-1,3%) e Stellantis (-1,2%) hanno visto vendite. Si sono invece distinte Terna (+2,9%), Leonardo (+1,3%) e Nexi (+1,1%). Fuori dal paniere principale, Ferragamo ha registrato uno scivolone del 4,5% in una giornata negativa per il lusso, mentre Gas Plus è balzata del 10,4% in scia ai conti.
Il contesto della giornata borsistica
L'andamento finale di Piazza Affari è giunto dopo un avvio più pesante. Milano aveva registrato un calo più marcato rispetto agli altri listini europei, con il Ftse Mib in ribasso di circa l'1,5% intorno alle 9:40.
La pressione sui mercati, collegata alla recrudescenza del conflitto in Medio Oriente e al Brent a 107 dollari al barile, era alimentata dai timori sulle forniture globali di greggio dopo nuovi attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita. Già in apertura, il comparto bancario aveva mostrato vendite.