L'assessore regionale dell’Agricoltura della Sardegna, Francesco Agus, ha sollevato una ferma e decisa contestazione a Cagliari contro il mantenimento delle restrizioni imposte a causa della dermatite nodulare contagiosa dei bovini. Le sue dichiarazioni, rilasciate il 28 settembre 2026, sono giunte a margine di un importante tavolo verde convocato nel capoluogo sardo, incentrato sull’emergenza sanitaria che continua a gravare pesantemente sul comparto bovino dell’isola.

Agus ha espresso una critica aspra e inequivocabile nei confronti delle misure ancora in vigore, che limitano severamente la movimentazione degli animali.

Ha collegato la sua posizione alla situazione attuale dei focolai, come emerso nel confronto istituzionale, definendo le restrizioni come riferite a “un focolaio che non esiste più”. Con toni decisi, l’assessore ha affermato che, in questo contesto, “siamo nel campo della fantascienza”, sottolineando come la Sardegna stia subendo "l'ennesima vessazione". Nel suo intervento, ha inoltre rimarcato con forza l'impegno e la diligenza degli allevatori sardi, i quali hanno scrupolosamente rispettato tutti gli obblighi previsti, raggiungendo un livello di vaccinazione eccezionalmente alto, pari al 99% dei capi presenti sul territorio.

Le criticità persistenti a Samugheo ed Escalaplano

Le due situazioni che continuano a rappresentare le maggiori criticità e a mantenere alta la tensione nel settore riguardano i comuni di Samugheo ed Escalaplano.

A Samugheo, nonostante tutte le attività di controllo e sorveglianza siano state completate con esito positivo, le recenti interlocuzioni con la Commissione europea hanno prospettato la possibilità di mantenere un’area di restrizione di ben 20 chilometri attorno all’allevamento originario. Questa misura, ritenuta sproporzionata, incide in modo significativo sulla capacità di movimentazione degli animali, un punto focale della contestazione dell’assessore nel dialogo con gli operatori del settore e le istituzioni coinvolte.

Ad Escalaplano, la situazione è altrettanto complessa: il focolaio, confermato il 3 giugno, rimane formalmente attivo. Ciò è dovuto alla sospensione dell’ordine di abbattimento di una parte degli animali, una decisione presa dalla giustizia amministrativa.

Il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna ha concesso la sospensiva, una misura poi confermata dal Consiglio di Stato l’11 settembre. Agus ha espresso la sua profonda preoccupazione, contestando fermamente che il ricorso di un singolo allevatore, seppur riconosciuto come pienamente legittimo, possa di fatto compromettere e incidere negativamente sui diritti e sulle attività di un intero comparto produttivo regionale, causando danni estesi.

Il dialogo istituzionale sulle restrizioni

La Regione Sardegna, consapevole delle gravi ripercussioni economiche e sociali, aveva già portato con determinazione la questione all'attenzione della Commissione Politiche Agricole. L'incontro, tenutosi il 22 settembre 2026 a Bari, ha visto la partecipazione degli assessori all’Agricoltura di tutte le altre Regioni italiane, oltre al Sottosegretario al MASAF Giacomo La Pietra.

In quella sede istituzionale, l'assessore Agus aveva già dettagliatamente illustrato le gravi difficoltà che gli allevatori sardi stanno affrontando, penalizzati in modo significativo dalle restrizioni ancora in vigore.