Donald Trump ha sollecitato la Federal Reserve a un rapido abbassamento dei tassi di interesse negli Stati Uniti. La richiesta è giunta in seguito alla decisione della banca centrale americana di aumentare il costo del denaro, portandolo dalla fascia precedente del 3,50%-3,75% a un nuovo intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%. L'annuncio del rialzo, avvenuto il 16 settembre 2026, ha scatenato la reazione dell'ex presidente, che ha diffuso il suo messaggio sulla piattaforma Truth, legando la necessità di tassi inferiori al merito creditizio del Paese e alla promozione di nuovi investimenti.

La posizione di Trump sui tassi USA

Nel suo messaggio pubblico su Truth, Trump ha espresso con chiarezza la sua visione, affermando che i tassi di interesse negli Stati Uniti dovrebbero attestarsi all'1% o addirittura al di sotto di tale soglia. Il fulcro della sua comunicazione è stato un'esortazione perentoria alla Fed: 'ABBASSATE I TASSI DI INTERESSE PER GLI STATI UNITI D'AMERICA, E FATELO IN FRETTA!'. Questa presa di posizione decisa è arrivata immediatamente dopo l'annuncio del board della Federal Reserve, che ha deliberato l'aumento dei tassi in quella che è stata la terza riunione sotto la presidenza di Kevin Warsh.

Il recente rialzo, annunciato dalla banca centrale, ammonta a 25 punti base, stabilendo il nuovo costo del denaro nella fascia tra il 3,75% e il 4%.

Questa mossa si è dimostrata in linea con le previsioni e le attese del mercato. Il precedente intervallo dei tassi era fissato tra il 3,50% e il 3,75%, e il nuovo posizionamento porta il riferimento della politica monetaria statunitense a circa il 3,9%.

Il contesto economico e la decisione della Fed

L'aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve si inserisce in un più ampio quadro di contrasto all'inflazione, rappresentando il primo incremento del tasso di riferimento in tre anni. L'incremento, pari a un quarto di punto percentuale, è maturato in un periodo in cui il dibattito pubblico e le preoccupazioni economiche sono fortemente incentrate sull'andamento dei prezzi di beni essenziali come generi alimentari, benzina e abitazioni, fattori che hanno caratterizzato il panorama economico statunitense.

La dinamica degli eventi evidenzia una chiara contrapposizione tra la politica monetaria della banca centrale e la reazione dell'ex presidente. Da un lato, la Federal Reserve ha innalzato il costo del denaro alla fascia tra il 3,75% e il 4%; dall'altro, Donald Trump ha chiesto un taglio rapido dei tassi, suggerendo un obiettivo dell'1% o inferiore. Il suo messaggio è stato diffuso il 16 settembre 2026, lo stesso giorno del rialzo, sottolineando l'immediatezza della sua reazione alla decisione della Fed.