Gli agricoltori e gli autotrasportatori, riuniti nel presidio di Passovecchio a Crotone, hanno lanciato un ultimatum: se entro lunedì non giungeranno riscontri concreti, la protesta sarà a Roma, davanti a Montecitorio e al Ministero dell'Agricoltura. Il presidio, attivo dal 16 ottobre lungo la Statale 106, vede le due categorie mobilitate con camion e trattori allineati.

La mobilitazione è una risposta all'aumento del costo della vita e al caro gasolio, problematiche che affliggono la filiera agricola e logistica. Paolo Lentini, imprenditore agricolo, ha spiegato come l'incremento del costo del carburante abbia generato un "effetto a cascata su tutti i derivati del petrolio e sulle materie prime", impattando sui costi aziendali.

Le sfide economiche dell'agricoltura

Lentini ha evidenziato la concorrenza internazionale, menzionando l'importazione di grano da Canada e Ucraina. Ha sollevato la questione dell'utilizzo di prodotti chimici, come il glifosato, vietato in Italia da decenni poiché tossico e cancerogeno. Questo scenario, unito all'aumento dei fattori produttivi, aggrava la pressione sui prezzi riconosciuti, rendendo la situazione insostenibile.

I costi di produzione per ortaggi (finocchi, cavolfiori, cime di rapa) sono tra i 50 e i 60 centesimi al chilo; per il grano l'investimento è di circa 40 centesimi. Tuttavia, al momento della vendita, il prodotto viene pagato ai produttori appena 20 centesimi. Questa disparità tra costi e ricavi, secondo Lentini, impedisce alle aziende di generare un utile sufficiente per sopravvivere e proseguire l'attività.

La protesta nel Crotonese

Nel Crotonese, la mobilitazione interessa diversi punti lungo la Statale 106. Oltre al presidio di Passovecchio (zona industriale di Crotone), altri punti sono alla rotatoria di Rocca di Neto e di Sant'Anna, vicino all'aeroporto. In queste aree, il transito veicolare è consentito, ma la circolazione subisce rallentamenti a causa del restringimento delle carreggiate.