Il prezzo del gas registra un significativo rialzo ad Amsterdam, con l'indice Ttf che il 23 ottobre 2026, alle 18:50, ha segnato un aumento del 3,5%, raggiungendo quota 93,21 euro al megawattora. Questo movimento delle quotazioni si inserisce in un contesto di mercato in cui gli operatori monitorano attentamente il livello degli stoccaggi, gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e la situazione nello stretto di Hormuz. L'indice Ttf, riconosciuto come il riferimento principale per la piazza di Amsterdam, misura l'andamento del gas naturale sul mercato europeo.

L'andamento delle quotazioni sulla piazza di Amsterdam

Il dato più rilevante della seduta odierna riguarda il rialzo del 3,5% dell'indice Ttf, che ha portato il prezzo a 93,21 euro al megawattora. Il prezzo del gas si muove mentre l'attenzione del mercato resta concentrata su tre elementi chiave: le scorte disponibili, le dinamiche geopolitiche in Medio Oriente e i passaggi marittimi strategici collegati allo stretto di Hormuz. La quotazione di Amsterdam viene quindi osservata in stretta correlazione con i fattori di approvvigionamento e transito che accompagnano gli scambi di gas naturale.

Nel corso della stessa fase di mercato, il prezzo di riferimento europeo del gas naturale ha toccato un picco di 93,70 euro al megawattora.

Questo livello viene messo a confronto con i 31,51 euro registrati alla chiusura del giorno precedente lo scoppio della guerra, evidenziando un incremento notevole del valore. Il prezzo ha inoltre superato la soglia dei 30 dollari per MMBtu, e il contratto per il mese successivo sulla piattaforma Title Transfer Facility si attestava a 92,30 euro al megawattora, dopo aver chiuso la seduta precedente sopra i 90 euro al megawattora.

Stoccaggi europei e altri fattori di mercato

Tra gli elementi cruciali seguiti dagli operatori rientra il livello degli stoccaggi di gas. Il riempimento complessivo degli stoccaggi dell'Unione europea è attualmente indicato al 74,62%. Questo dato si posiziona al di sotto della media quinquennale per il periodo, che solitamente si aggira intorno all'86%.

Nel confronto tra i principali Paesi europei, la Germania registra un riempimento del 61,09% della sua capienza, la Francia dell'87,21% e l'Italia del 90,15%. È importante sottolineare che il dato italiano supera il target del 90% previsto dai regolamenti europei sugli stoccaggi.

Il quadro di mercato è ulteriormente influenzato da diverse variabili, tra cui le tensioni geopolitiche internazionali, il calo stagionale delle temperature e l'aumento del prezzo del Brent, che ha raggiunto un picco di 114 dollari al barile. Questi elementi contribuiscono a delineare un contesto di incertezza e volatilità per il mercato del gas naturale.