Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato il 16 ottobre 2026 da Bangkok, a margine delle riunioni del Fondo monetario internazionale, l'intenzione di richiedere un contributo al sistema finanziario per sostenere la prossima manovra economica. La misura, che segue le recenti indiscrezioni su un nuovo prelievo a carico delle banche, è stata definita dal ministro come sostenibile, un criterio fondamentale per la sua implementazione e per la stabilità del settore.
Giorgetti ha chiarito la posizione del governo, affermando: “Confermo che sarà chiesto un contributo al sistema finanziario perché riteniamo possa sostenerlo, anche nelle forme riteniamo sarà qualcosa di sostenibile”.
Questo intervento è strettamente legato al finanziamento della manovra e al ruolo cruciale che il settore finanziario è chiamato a svolgere nel quadro delle decisioni di bilancio. Il ministro ha inoltre evidenziato la connessione tra tale contributo e la necessità di mantenere sotto controllo lo spread, un obiettivo che, ha sottolineato, è nell'interesse di tutti, richiamando il significativo ammontare di Btp detenuti dalle banche nei loro bilanci.
Il dibattito sui ricorsi e la calibrazione dell'intervento
Interrogato sulla possibilità di ricorsi da parte degli istituti bancari, Giorgetti ha minimizzato i rischi, paragonando la situazione a quella di qualsiasi cittadino che potrebbe contestare un aumento delle tasse.
Ha assicurato che il governo si impegnerà a calibrare attentamente la decisione, al fine di ridurre al minimo le conseguenze negative. Il ministro ha quindi inserito il potenziale intervento sulle banche in un contesto più ampio di confronto sulla composizione complessiva della manovra, suggerendo che la misura sarà attentamente ponderata e non avrà impatti eccessivi sul sistema.
Il tema del contributo del sistema finanziario non è nuovo, essendo già emerso durante il confronto parlamentare sul Documento programmatico di finanza pubblica. In quella sede, il ministro aveva dovuto rispondere a richieste di chiarimenti in merito a misure, costi e coperture della manovra. Le opposizioni avevano espresso forte critica per l'assenza di dettagli nel documento.
Il dibattito era stato arricchito anche dai rilievi mossi da importanti istituzioni come l'Ufficio parlamentare di bilancio, la Corte dei conti, la Banca d'Italia e l'Istat, che avevano sollevato questioni cruciali su aspetti quali il debito pubblico, i margini di bilancio, il fiscal drag, la spesa per interessi e i salari reali, contribuendo a delineare un quadro economico complesso.
Il dossier Irpef: tra interventi selettivi e generalizzati
Oltre al prelievo sul settore bancario, Giorgetti ha affrontato anche il delicato dossier relativo all'Irpef. Il ministro ha indicato che la decisione finale è ancora aperta e riguarda la scelta tra un intervento di natura selettiva o uno più generalizzato.
Ha precisato che questa valutazione sarà condotta e condivisa con i partiti, i vertici politici e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ha aggiunto che il quadro delle entrate e delle uscite sta procedendo nella direzione auspicata, fornendo un segnale di ottimismo sulla gestione complessiva delle finanze pubbliche e sulle prospettive economiche del Paese.