Il vicepremier Matteo Salvini ha delineato un obiettivo ambizioso per la prossima manovra economica, auspicando un contributo di almeno 5 miliardi di euro da parte del settore bancario e assicurativo. L'annuncio, fatto a Roma il 9 ottobre 2026, ha superato le precedenti stime che ipotizzavano un apporto di 2-3 miliardi, con Salvini che ha espresso il desiderio di una partecipazione "volontaria, gioiosa e spontanea" da parte degli istituti.
Salvini ha categoricamente escluso che tale richiesta possa essere definita una tassa, inquadrandola invece come una forma di partecipazione attiva delle banche alla crescita del Paese.
La proposta, ha chiarito, non si tradurrebbe in una norma imposta, ma dovrebbe emergere da un confronto costruttivo. A giustificazione della cifra indicata, il vicepremier ha sottolineato che gli utili bancari attesi per l'anno si aggirano intorno ai 50 miliardi di euro, rendendo i 5 miliardi richiesti una somma "sostenibile e rispettosa" del settore.
Il dibattito nel centrodestra e le tensioni pregresse
La questione del contributo volontario di banche e assicurazioni si inserisce nel più ampio tavolo di discussione della maggioranza di centrodestra. Salvini ha espresso l'auspicio di raggiungere un accordo comune, citando in particolare la posizione di Tajani. L'approccio del vicepremier, focalizzato sul confronto e sulla partecipazione volontaria, mira a evitare imposizioni normative dirette.
Nella stessa occasione, Salvini ha menzionato anche l'abolizione del canone Rai, un tema sul quale ha rilevato segnali di convergenza. Tuttavia, il percorso verso la definizione della legge di bilancio non è privo di complessità. Già l'8 settembre 2026, infatti, erano emerse delle distanze significative all'interno della maggioranza riguardo al prelievo da richiedere agli istituti di credito. Mentre la Lega spingeva per un intervento sugli extraprofitti bancari, Forza Italia si era mostrata contraria a tale impostazione, preferendo un dialogo con il settore e aprendo alla possibilità di coinvolgere anche altre categorie, come le assicurazioni.
Precedenti misure e prospettive future
Il dibattito attuale si lega a precedenti interventi fiscali.
È stato ricordato che la legge di bilancio per il 2025 aveva già previsto il rinvio delle deduzioni delle quote di svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle DTA. Questa misura aveva generato maggiori entrate stimate in 3,4 miliardi di euro. In quel contesto, l'orientamento attribuito a Forza Italia e Fratelli d’Italia distingueva chiaramente la natura dei contributi da quella degli extraprofitti, sottolineando la complessità e le diverse sensibilità politiche sul tema.