Oltre 10mila distributori hanno aderito al price cap sui carburanti, superando la metà dei punti vendita della rete nazionale. I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati alle ore 8.00 di sabato 3 ottobre 2026, indicano il 51,7% degli impianti con benzina a meno di 2 euro al litro e il 52,2% con gasolio sotto i 2,20 euro al litro.
Il ministro Adolfo Urso ha definito il risultato "un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni", sottolineando che "in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale".
Adesione e soglie di prezzo
Oltre 10mila distributori applicano le soglie di prezzo stabilite, con ampia partecipazione. La benzina è venduta a meno di 2 euro al litro nel 51,7% dei punti vendita, mentre il gasolio è disponibile sotto i 2,20 euro al litro nel 52,2% degli impianti. I dati, aggiornati al 3 ottobre 2026, confermano un'adesione significativa.
Il riferimento a "più di un punto vendita su due" indica la percentuale di impianti che hanno applicato i prezzi calmierati, non un valore medio nazionale. Tale distinzione è cruciale per l'adesione specifica di benzina e gasolio.
L'annuncio precedente del Ministro Urso
Già il 2 ottobre 2026, ad Ancona, a margine di un evento di Confindustria, il ministro Urso aveva annunciato un'adesione consistente.
Aveva indicato quasi 10mila stazioni di servizio come già aderenti al price cap sui carburanti, una quota pari a circa la metà della rete nazionale, affermando: "Significa il 50% della rete".
Nell'intervento, il ministro aveva collegato l'adesione alla vendita della benzina sotto i due euro e a sconti analoghi per il gasolio. Urso aveva ringraziato le compagnie aderenti, menzionando Eni.