Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è intervenuto da Taormina, a margine del secondo Education & Open Innovation Forum di Confindustria, per delineare le priorità e le aspettative dell'industria italiana in vista della prossima manovra economica. Il punto centrale del suo intervento ha riguardato la necessità impellente di sostenere gli investimenti, in una fase cruciale in cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si avvia alla sua conclusione.
Orsini ha chiarito la posizione di Confindustria, sottolineando l'importanza di strumenti specifici per stimolare l'economia reale: «Siamo consapevoli che il PNRR sta terminando.
Abbiamo bisogno di spingere gli investimenti, quindi con l'iperammortamento e spingere sulla Zes unica. Siamo in un territorio dove la Zes è stata utilizzata bene, ha generato investimenti e nuovi posti di lavoro». Questa dichiarazione non solo ribadisce la richiesta di Confindustria per interventi mirati a favore del sistema produttivo, ma evidenzia anche il ruolo strategico degli strumenti fiscali e delle Zone Economiche Speciali, già dimostratisi efficaci nel generare crescita e occupazione.
Strategie per la produttività e la crescita delle piccole e medie imprese
Un altro aspetto fondamentale evidenziato dal presidente Orsini riguarda l'aggregazione delle piccole imprese. Confindustria la considera una strategia chiave per migliorare la produttività e favorire la crescita dimensionale delle aziende italiane.
È stato richiesto che la manovra economica introduca incentivi concreti per promuovere percorsi che portino all'unione di realtà imprenditoriali di dimensioni ridotte, riconoscendo in ciò una leva essenziale per il rafforzamento complessivo del tessuto economico nazionale.
«È un tema di produttività, abbiamo bisogno di farle crescere. Se le mettiamo insieme riusciamo a farle andare più forti», ha affermato Orsini, sintetizzando l'obiettivo. Questo approccio all'aggregazione si inserisce in una visione strategica più ampia, già presentata in un precedente intervento a Torino. In quell'occasione, a margine dei 120 anni dell’Unione Industriali Torino, Confindustria aveva sollecitato il governo a definire un piano industriale per il Paese con una visione a tre anni, che prevedesse investimenti rafforzati e un ulteriore potenziamento dell'iperammortamento, al fine di garantire misure di sviluppo con una prospettiva di lungo periodo.