Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, ha evidenziato l'urgenza di una maggiore indipendenza energetica durante il suo intervento al Festival del Cambiamento, svoltosi a Trieste il 5 ottobre 2026. L'evento, giunto alla sua quinta edizione e intitolato "Energia senza frontiere", ha visto Paoletti affrontare tematiche cruciali legate al contesto internazionale, all'evoluzione del nucleare di ultima generazione, al potenziale delle fonti rinnovabili e alle criticità che affliggono le rotte marittime e gli approvvigionamenti globali.
Il Festival si è svolto tra le città di Trieste e Gorizia.
Paoletti ha inaugurato il suo discorso con una chiara richiesta di autonomia strategica in campo energetico, sottolineando: “Serve una maggiore indipendenza energetica”. Ha espresso un giudizio favorevole sullo sblocco governativo relativo al nucleare di ultima generazione, considerandolo una direzione appropriata. Parallelamente, ha riconosciuto l'importanza del sostegno alle fonti di energia rinnovabile, menzionando specificamente l'impegno della Regione Friuli Venezia Giulia in tale ambito. Tuttavia, il presidente ha anche evidenziato la necessità improrogabile di un profondo ripensamento politico a livello internazionale per affrontare le sfide energetiche attuali.
Il panorama energetico e le dipendenze
Nel confronto con il panorama energetico europeo, Paoletti ha ricordato come numerosi Stati abbiano scelto di mantenere o sviluppare attivamente il proprio settore nucleare. L'Italia, al contrario, ha orientato i suoi investimenti quasi esclusivamente verso fonti come il gas naturale, l'idroelettrico, il fotovoltaico, l'eolico, le biomasse, la geotermia e le importazioni di elettricità. Questo quadro, analizzato nel 2026, anno caratterizzato da uno shock energetico dalle dinamiche mutate, ha messo in luce in modo inequivocabile la vulnerabilità delle rotte marittime, elemento cruciale per gli approvvigionamenti.
Il presidente ha inoltre posto l'accento sulle persistenti difficoltà relative ai flussi provenienti dal Golfo, con particolare riferimento alle esportazioni di prodotti raffinati e GPL.
La sua valutazione è stata categorica: “la situazione rimane problematica”. Le esportazioni, infatti, si attestano ancora su livelli significativamente inferiori rispetto a quelli registrati prima della crisi, e il processo di normalizzazione dei flussi non può dirsi ancora completato. La questione delle rotte marittime si conferma così un fattore determinante nel dibattito energetico, intrecciandosi con la composizione delle fonti energetiche impiegate e l'endemica dipendenza dalle importazioni.
La richiesta all'Europa
Nella sezione conclusiva del suo intervento, Paoletti ha stabilito un collegamento diretto tra il fenomeno del caro energia e il...